Dal quartiere Ferrovia scappano tutti: chiude anche il ristorante ‘Margutta’

Dopo trent'anni chiude il locale di via Piave a Foggia. L'annuncio su Facebook del proprietario Pino Carretta: "La situazione è diventata insostenibile"

L'esterno del ristorante 'Margutta'

Da cuore pulsante della città a periferia senza regole, da simbolo della resistenza durante i bombardamenti del ’43 a ritrovo di ubriachi e prostitute. Così il quartiere Ferrovia lentamente muore, vive di ricordi, di simboli e storie passate, dello "struscio" tra le vetrine dei negozi, di quando si stava bene e non si temeva per la propria incolumità.

Dalla seconda metà dei Novanta in poi, con il progressivo abbandono di strutture, uffici e attività, c’è stata un’involuzione così preoccupante che anche i residenti storici hanno messo in vendita le abitazioni. Trovare acquirenti, nonostante la svalutazione degli immobili, è diventata persino un’impresa ardua. Il clima è irrespirabile. Degrado, illegalità e delinquenza – che si traducono in schiamazzi, risse, urla, atti osceni e chi ne ha più ne metta – oggi caratterizzano quello che una volta rappresentava il fulcro della storia e della vita cittadina.

Nonostante i tentativi dell’amministrazione comunale di riportare la legalità in un’area in cui vi è un’altissima concentrazione di stranieri, non si placa l’esodo dei foggiani dal quartiere Ferrovia. L’ultimo che ha deciso di mollare è Pino Carretta, proprietario del ristorante ‘Margutta’. “Mi dispiace, ho lottato fino alla fine, con tutte le forze, materiali e "spesso" anche fisiche per difendere il territorio e questo piccolo 'fiore nel deserto”. E ancora: “Mi dispiace e ne soffro con le lacrime, ma la situazione è diventata insostenibile per chiunque, ho lottato da solo. Ringrazio però tutti quelli che sono passati dal ristorante Margutta negli ultimi trent’anni”

I segnali della resa erano stati evidenziati dal proprietario dello storico locale di via Piave lo scorso 19 giugno, alla vigilia del giorno in cui era stato avviato il servizio di pattugliamento della Polizia Municipale, che il sindaco Landella aveva definito “un segnale di attenzione verso i problemi con i quali i cittadini residenti nella zona sono costretti a fare i conti quotidianamente”.

Insieme a delle immagini eloquenti del degrado della zona, Carretta affidava a Facebook il suo sfogo anticipando la chiusura del ‘Margutta’: “Sacrifici trentennali distrutti da concorrenza spietata, come è normale che sia, ma soprattutto da una situazione deplorevole, difficile da spiegare con poche immagini. Ringraziamo il comune, il prefetto e tutti quelli che non hanno fatto nulla per evitare la distruzione di una delle zone più belle della città. Ringraziamo anche gli avidi proprietari dei locali che hanno preferito, per pochi soldi di differenza, locare per favorire prostituzione e spaccio di droga. Dispiace, ma ormai è tardi, quando chiedevo aiuto non mi ha aiutato nessuno. Così sarà sempre peggio”.

Oggi ha chiuso il ‘Margutta’, a chi toccherà domani lasciare il quartiere Ferrovia?

GLI AMICI DEL VIALE RINGRAZIANO IL SINDACO LANDELLA

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