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All'interno del Conventino

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Chiude la casa d'accoglienza della Caritas di Foggia. Niglio: "Assenza e silenzio eclatante delle istituzioni"

La casa d'accoglienza 'Santa Maria del Conventino' di via Orientale chiude: l'annuncio di Francesco Niglio

"Oggi chiude la Casa di accoglienza Santa Maria del Conventino della Caritas Diocesana e con essa dentro di me indelebili, probabilmente, tantissime forse migliaia di storie di senza fissa dimora che ho incontrato in ambulatorio ove ho prestato servizio come volontario per tanti anni". Così il dottore Francesco Niglio su Facebook: "Storie di fratelli più sfortunati che avevano il più delle volte solo necessità di essere ascoltati e non essere gli ultimi anche nella malattia. Storie di fratelli che chiedevano anche solo un termometro o un cerotto o una tachipirina o che erano costretti dalla povertà a scegliere se curarsi o poter pagare l'affitto di casa".

Il medico foggiano dei deboli e degli indigenti ricorda i suoi 10 anni di vita presso la struttura di via Orientale attraverso la figura di Nonno Libero, "emblema di questa mia parentesi dedicata a loro" afferma. "Una seconda vita in cui Nonno Libero Samuel, Igor, Daniele, Vincenzo e Michele saranno insieme ai tanti di cui non conosco il nome ma il sorriso che mi hanno donato nel prendere quella banale ma preziosa compressa di tachipirina o antibiotico sarò sempre grato per aver dato un senso alla mia vita" aggiunge Niglio, che poi passa ai ringraziamenti: "Grazie a tutti voi che eravate i primi perché la vostra povertà era molto spesso dignità. Con voi e per voi ho studiato all'università vera diventando il medico dei poveri e probabilmente sono diventato ricco. Grazie anche a Fabrizio e Valerio due splendidi ragazzi che come infermieri volontari hanno supportato la mia opera. Grazie ai tanti volontari che in questi anni ho incrociato in Caritas ed hanno aggiunto anche loro tantissimo alle mie giornate. Grazie agli operatori ed ad alcuni in particolare a cui sarò sempre legato da affetto immenso"

Il medico foggiano chiosa: "Probabilmente è vero che il volontariato non poteva più sopperire ad una assenza e ad un silenzio eclatante delle istituzioni. Un ultimo grande insegnamento mi rimane: " Troppo spesso siamo convinti di dare per carità ciò che è dovuto per giustizia"

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