Bioecoagrim non riaprirà, i comuni costretti a smaltire i rifiuti altrove: ma intanto la puzza resta

Negata la deroga alla riapertura dell'impianto di Lucera, dopo il sopralluogo dell'Arpa e del Dap lo scorso dello scorso 27 giugno. Intanto i comuni dovranno conferire altrove, San Severo a Vasto, Foggia a Modugno e Lucera a Deliceto

Non ci sarà nessuna deroga alla riapertura di Bioecoagrim. Il commissario regionale dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano, così rassicura a Foggiatoday in merito alla eventualità ventilata nei giorni scorsi di fronte alla difficoltà di individuare centri di smaltimento dell'umido sul territorio regionale. L'impianto lucerino, com'è noto, è la destinazione unica di gran parte dei comuni della provincia e non, ed il fermo ottenuto lo scorso anno dal sindaco Antonio Tutolo per il periodo luglio - settembre comporta non pochi problemi di gestione dell'emergenza. Tant'è che nei giorni scorsi Grandaliano avrebbe chiesto al presidente della Provincia di Foggia, Francesco Miglio, uno specifico atto di deroga, con tanti saluti alla qualità dell'aria dei foggiani, infestata dai cattivi odori. Nulla di fatto, tuttavia.

Neanche il tempo di formulare la richiesta che un nuovo sopralluogo dell'Arpa e del Dap della Provincia di Foggia lo scorso 27 giugno ha bloccato tutto, con conseguente diffida all'azienda a rimuovere in un arco temporale predefinito le criticità. Si legge nel provvedimento firmato dal dirigente Stefano Biscotti: per ciò che concerne la VIA, "non risulta rispettata la prescrizione in ordine alla sospensione dell'attività in caso di malfunzionamento in quanto le porte del capannone di conferimento e biocelle disposte lateralmente e frontalmente sono risultate aperte all'atto del sopralluogo" (Bioecoagrimm ha specificato trattarsi di guasto tecnico e fornito documentazione); e ancora, in ordine alle emissioni in atmosfera, "non risulta rispettata la prescrizione sul contenimento delle arie esauste interne al capannone mediante chiusura completa dello stesso in quanto le biocelle sono risultate aperte all'atto del sopralluogo e pertanto il capannone non è mantenuto in depressione, con conseguenti emissioni odorigene" (anche in questo caso, si tratterebbe di guasto con relativa documentazione dell'azienda); infine, sul fronte rifiuti, sarebbero emersa una "non conforme" procedura interna del ciclo di compostaggio".

All'azienda ora il compito di rimuovere le criticità emersa e adeguarsi. Nel frattempo i Comuni dovranno adeguarsi e conferire altro, con costi superiori che ricadranno sulla collettività. Lo ha fatto sapere oggi San Severo, che conferirà a Vasto, Foggia andrà a Modugno, Lucera a Deliceto. Si corre ai ripari, insomma, in una Regione che manca di programmazione da tempo immemore in questo settore, che pagano i cittadini (in odori nauseabondi o in denaro, c'è solo da scegliere).

Sul fronte qualità della vita, intanto, gli odori notturni non accennano (ancora) a diminuire. Il sindaco Tutolo invita i cittadini a segnalare alla Procura, puntando il dito contro le altre amministrazioni interessate, a che si mobilitino in questo senso anch'esse per tutelare i diritti delle proprie comunità ("io da solo posso fare poco e già quanto ottenuto è un successo"). Da Foggia l'assessore all'ambiente Francesco Morese, nel ricordare come il Comune di Foggia si sia a tempo debito proposto finanche di ospitare tavoli allargati sul tema, al momento potrebbe fare poco. "Sempre che non decida di dar mandato all'ufficio legale di procedere se questa storia dovesse persistere" sbotta a Foggiatoday. Intanto a Foggia si contano le ore che separano dalla notte imminente.

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