Il Baobab chiude dopo 10 anni: così il Comune di Foggia abbassa la serranda al centro interculturale

Da due mesi la cooperativa 'Arcobaleno' gestiva a proprie spese la struttura nata nel 2006. La chiusura è stata decisa per la mancata copertura finanziaria e l'incertezza della Regione

Il Baobab

“Il Centro Baobab è parte della città. Faremo in modo di garantire un servizio importante per la nostra comunità. Il Centro non solo non chiuderà, ma sarà anche potenziato”. Disse così l’amministrazione comunale il primo settembre scorso in occasione dei dieci anni di attività festeggiati presso il chiostro di Santa Chiara di via Arpi, ma in realtà il centro interculturale ‘Baobab-sotto la stessa ombra’, chiude dopo dieci anni. La denuncia arriva proprio dall’ente gestore: “Dopo dieci anni il Comune di Foggia abbassa la serranda, chiude nonostante la Cooperativa Arcobaleno, a scadenza del contratto, da due mesi abbia garantito a sue spese l’attività di accoglienza, informazione ed orientamento a centinaia di immigrati”.

COS’E’ IL CENTRO CULTURALE BAOBAB: Nato nel 2006 come iniziativa a carattere sperimentale con Delibera Regionale n. 20949 L.r. 26/2000, art. 4-c.1., è uno spazio aperto a tutti i cittadini, da qualsiasi paese provengano, per incontrarsi, riunirsi, dialogare. E' un punto di incontro in cui le diverse culture presenti in città si conoscono e si confrontano, valorizzando le ricchezze di ciascuna. E' un luogo per "capirne di più" su leggi, servizi e opportunità del territorio.

I SERVIZI SVOLTI.  Uno sportello informativo per l’integrazione socio sanitaria dei migranti con apertura tre giorni a settimana (lunedì, mercoledì e giovedì) per un totale di 15 ore settimanali di front-office e 8 ore di back-office al fine di informare, orientare e facilitare l’accesso ai servizi offerti sul territorio. L’attività di sportello è svolta con un servizio di front-office/back-office e un servizio online attraverso il sito internet. Lo sportello informativo è in rete con le organizzazioni sindacali, associazioni e con le principali istituzioni ed enti (Provincia, Comuni, ASL, Centri Territoriali per l’Impiego). Inoltre, al fine di garantire una maggiore tutela dei diritti, è offerto un servizio di consulenza legale un giorno al mese, su appuntamento, con un avvocato.

Nell’ambito dello sportello informativo e in rete con altre associazioni, con il supporto di mediatori culturali e linguistici, è offerto un servizio di interpretariato al fine di agevolare le informazioni e permettere un più facile accesso ai servizi. Vengono periodicamente organizzati incontri di approfondimento e aggiornamento sulle novità normative e sulla legislazione vigente, sui servizi socio-sanitari presenti. E corsi di Lingua Italiana L2 della durata di 40 ore. Lo sportello informativo provvede alla raccolta di iscrizioni.

Inoltre il settore ‘Centro di Risorse e Documentazione Interculturale’ (con testi, Ricerche, Tesi di laurea, Documenti e strumenti di educazione interculturale, film dal mondo) è a disposizione (con un servizio di prestito) dei cittadini italiani e migranti; ci sono anche giornali in varie lingue, e riviste. In collaborazione con la Biblioteca Provinciale e con l’Università di Foggia è possibile organizzare incontri per la presentazione di testi interculturali.

Il Baobab elabora e sperimenta percorsi di integrazione che coinvolgano l’intera comunità territoriale e la comunità di stranieri, favorendo la socializzazione , promuovendo occasioni di incontro tra connazionali e con italiane/i, attraverso la conoscenza delle culture nazionali, etniche, sociali, al fine di costruire delle identità personali serene nella pluralità delle appartenenze culturali.

Da viale Candelaro, sede della struttura, fanno sapere che soltanto ieri il Comune di Foggia ha comunicato che per assenza di copertura finanziaria e vista l'incertezza della Regione Puglia a garantire la continuità del servizio, è costretto ad interrompere il Centro Baobab a far data, curiosa ironia, dal 3 settembre 2016”

Cosa significa la chiusura? “Rappresenta un notevole passo indietro rispetto al cammino di integrazione sociale e culturale portato avanti in questi anni attraverso l’esperienza del Centro Interculturale, che nei suoi primi dieci anni di attività ha incontrato quasi 7mila cittadini migranti. Parliamo di storie, di volti, di persone che hanno potuto usufruire di un servizio dedicato a favorire una maggior inclusione nel tessuto socio-economico del nostro territorio, anche in collaborazione con le altre realtà della provincia impegnate nel campo dell’immigrazione”.

Si legge ancora nel comunicato stampa: “Avevamo confidato nel buon senso dell’Amministrazione Comunale capace di garantire continuità e guardare al futuro di un territorio dove i centri interculturali sono insufficienti per tante domande e tante richieste di cittadini che hanno scelto la Puglia e Foggia per vivere. “Non coniugare più i verbi al futuro vuol dire far morire il presente”. E la chiusura del Centro Interculturale Baobab segue la chiusura dell'Albergo Diffuso, dell’Help Center e di altre iniziative. Il tutto, senza un confronto, senza interrogarsi sulla continuità di servizi che per anni hanno tracciato un percorso necessario per l’interazione tra comunità territoriale e i nuovi cittadini. 

La cooperativa Arcobaleno punta il dito contro il Comune di Foggia. “Certe scelte sono legate ad una sensibilità e attenzione politica che, a quanto pare, dalle nostre parti manca. Per questo, ci chiediamo quali siano le politiche sull’immigrazione del Comune di Foggia e che azioni di integrazione ha previsto attraverso il Piano Sociale di Zona. Dopo dieci anni possiamo dire che l'integrazione é possibile, non soltanto dando dignità ma anche lavorando sulla comunità superando pregiudizi e paure. 

Concludono dalla sede di via Candelaro: “Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Franco Landella sappia orientare la sua azione politica anche verso concreti percorsi di accoglienza e di integrazione dei cittadini migranti. La speranza è che il Comune – attraverso l’assessorato alle Politiche Sociali – sia in grado di utilizzare le risorse messe a disposizione del Piano Sociale di Zona per riattivare il Centro Interculturale, anche attraverso un bando ad evidenza pubblica per l’affidamento in gestione del servizio che non può chiudere ed interrompere la sua esperienza. Noi ci abbiamo provato e non lo abbiamo fatto da soli. E lo dimostra il fatto che a siglare questo comunicato non è solo la cooperativa Arcobaleno, ma le diverse realtà con cui ci siamo confrontati in questi anni. Fratelli della Stazione, Avvocati di Strada, FogliodiVia, Gruppo Emergency Foggia, Solidaunia, Anolf, Coop. le Radici e le Ali, Coop. Kairos, Associazione Comuità sulla strada di Emmaus, Consorzio Aranea, Associazione Mondo Nuovo, Euromediterranea, Medtraing.

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