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Cronaca

L'arresto di Canonico, 'il Garante' della compravendita di voti "che sanava i contrasti e faceva gli incontri strategici"

Alle Comunali del 2019 di Bari avrebbe supportato la candidatura di Francesca Ferri di Valenzano (ristretta in carcere). “Ovviamente quando si parlava di denaro era anche la persona che da un punto di vista finanziario garantiva la copertura dei debiti che venivano contratti per poter selezionare e reclutare i portatori di voto"

Nel corso della conferenza stampa il pm Michele Ruggiero e Francesco Giannella della Dda hanno cristallizzato il ruolo di Nicola Canonico, attuale presidente del Calcio Foggia 1920, nell’inchiesta che questa mattina ha portato all’arresto di 19 persone, nell’ambito di due filoni investigativi, tra cui l’imprenditore edile 50enne (ristretto ai domiciliari).

Canonico, secondo gli inquirenti - “per il suo prestigio politico” e “per la sua caratura pubblica” – era l’uomo che risolveva delle piccole contese che insorgevano tra i promotori e gli associati. “Ovviamente quando si parlava di denaro era anche la persona che da un punto di vista finanziario garantiva la copertura dei debiti che venivano contratti per poter selezionare e reclutare i portatori di voto e per garantire che coloro che avevano compravenduto, potessero poi avere il riconoscimento”.

L’ex consigliere regionale, considerato il fondatore della lista civica ‘Sport Bari, Di Rella sindaco’, secondo gli inquirenti “era la persona che sanava i contrasti, che faceva gli incontri strategici”. Alle Comunali di Bari avrebbe supportato la candidatura di Francesca Ferri di Valenzano (ristretta in carcere).

Presso l’abitazione di Canonico, secondo il Giudice, venivano pianificate le strategie. “Era il punto in cui si facevano i summit elettorali”. L’attuale patron del Foggia, è stato evidenziato in conferenza stampa, “è anche la persona che ha garantito che i voti famosi compravenduti, fossero volta per volta pagati. Spesso si anticipava, qualche volta occorreva dare la provvista”.

Considerato il “Garante” e “capo riconosciuto carismatico”, l’imprenditore 50enne “garantiva che non accadessero intralci”.

Infatti, stando a quanto sottolineato nell’inchiesta, in occasione delle elezioni del maggio 2019 per il Comune di Bari, sarebbe stata costituita un’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

Le attività investigative avrebbero, invero, disvelato un’attività organizzata di selezione e reclutamento di elettori con successiva acquisizione dei loro voti - mediante (prevalentemente) la corresponsione di somme di denaro (25 o 50 euro per ogni singolo voto) - in favore di una candidata, in una lista civica, alla carica di consigliere comunale, risultata poi eletta.

L’ipotizzata associazione per delinquere sarebbe stata promossa, costituita e organizzata, oltre che dalla candidata e dal suo compagno convivente (con rapporti di frequentazione con elementi di spicco della criminalità organizzata locale, anch’egli destinatario della misura cautelare del carcere), da un noto imprenditore edile (Nicola Canonico, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari), già consigliere comunale di Bari dal 2004 al 2009 e della Regione Puglia dal 2005 al 2015, nonché attuale presidente del Calcio Foggia 1920, che milita nel campionato di serie C.

A tale presunta compagine criminale avrebbero aderito altri 7 soggetti aventi il ruolo di “portatori di voto”, ossia quello di individuare, contattare e reclutare il maggiore numero possibile di elettori da cui avrebbero comprato i voti verso il pagamento di un corrispettivo in denaro (che sarebbe stato loro anticipato o successivamente rimborsato dai 3 citati promotori).

In relazione a tali fatti il Gip ha riconosciuto la gravità indiziaria rispetto ai reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

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