Inquinamento del canale Lagrimaro: indagine "monstre" da 133 avvisi di garanzia, ispezioni nelle aziende coinvolte

Nelle ultime ore, si sono susseguite una serie di ispezioni nelle aziende in questione, tutte “recapitanti i propri reflui di piazzale nella condotta della fogna bianca”, ognuna delle quali aventi un ciclo produttivo diverso

Il canale lagrimaro

Oltre 130 avvisi di garanzia. 133 persone, più precisamente, sono da alcuni mesi nel mirino della procura di Foggia e dei carabinieri del Noe di Bari, per l’inquinamento del canale Lagrimaro di Cerignola (“un disastro ambientale”, commentano in ambito politico), già sottoposto a sequestro nel luglio scorso.

Tra questi anche l'ex sindaco Franco Metta, due ex-dirigenti comunali e numerosi imprenditori della zona. Nelle ultime ore, infatti, si sono susseguite una serie di ispezioni nelle aziende in questione, tutte “recapitanti i propri reflui di piazzale nella condotta della fogna bianca”, ognuna delle quali aventi un ciclo produttivo diverso.

Uno “step tecnico” della corposa indagine in corso, precisano i militari dell’Arma; una indagine 'monstre' per persone coinvolte e disagi a cascata sulla popolazione. Gli accertamenti effettuati, si legge nel verbale di prescrizione, “hanno confermato come l’inquinamento del canale sia imputabile prevalentemente alla grande ‘arteria’ interrata di comunicazione costituita dalla fogna bianca comunale, attraverso cui si sono indiscriminatamente e sistematicamente immessi scarichi industriali di ogni tipo, al fine di alleviarne i costi di smaltimento”.

Le indagini del canale dal drone

In alcuni casi, la rete comunale di fogna bianca viene interessata direttamente dai reflui di processo scaricati ‘tal quali’ nelle caditoie stradali adiacenti l’insediamento”. Tra le prescrizioni impartite, vi è la “chiusura tramite colata di calcestruzzo di tutti i pozzetti di allacciamento alla fogna bianca a servizio di ciascuna delle utenze industriali individuate”, nonché la bonifica del canale tramite “dragaggio dell’alveo con asportazione/smaltimento dei fanghi e dei rifiuti” e la  “mappatura tramite gps di tutte le tubazioni abusivamente sfocianti nel canale”.

“L’informazione di garanzia per 133 persone tra imprenditori della zona industriale di Cerignola, l’ex-sindaco Franco Metta e gli ex-dirigenti sull’inquinamento del Canale Lagrimaro, è una grande vittoria per il territorio e per la politica del M5S che si muove al servizio dei cittadini”, commenta l’onorevole grillino Giorgio Lovecchio, segretario della commissione Bilancio e componente della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, che ha a lungo lavorato per riportare la legalità e la salubrità nel canale Lagrimaro.

“Dopo il nostro intervento parlamentare si è accertata la natura degli sversamenti incontrollati insieme al forte fenomeno di abbandono di rifiuti”, continua il parlamentare pentastellato. “Dal campionamento effettuato le acque del canale apparvero più simili ad un refluo che a un corso d’acqua. Il liquido infatti presentava una colorazione scura con evidenti fenomeni di putrescenza che davano origine a miasmi persistenti. Scarichi industriali, cromo, alluminio, rame, escherichia coli era stato ritrovato di tutto nel Lagrimaro, negli anni. Senza che nessun ente preposto al controllo si allertasse”, denuncia.

“Nel Lagrimaro, gestito dal consorzio di Bonifica di Capitanata, infatti, dovrebbero confluire le acque piovane prodotte dalla zona industriale, dunque non tutti i reflui. Inoltre, emerge sempre dai documenti, il Comune di Cerignola non è autorizzato allo scarico nel canale Lagrimaro, in considerazione del fatto nessuna autorizzazione è stata rilasciata in tal senso, né sono state avanzate richieste per l’eventuale scarico.

“Le notizie che si apprendono circa gli avvisi di garanzia notificati a due ex dirigenti del Comune di Cerignola, all’ex sindaco Metta, oltre che a diverse aziende della zona industriale per il disastro ambientale del canale Lagrimaro, lascia prefigurare l’ennesimo episodio di approssimazione amministrativa a danno della città”, commenta invece l’ex consigliere comunale Tommaso Sgarro in merito a quanto sta avvenendo a seguito degli accertamenti su Canale Lagrimaro e gli avvisi di garanzia che ne sono conseguiti.

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“Il rischio è che, oltre al danno per la cittadinanza, a causa dell’inquinamento del canale, ci sia anche la beffa per quegli imprenditori onesti che nulla hanno a che fare con lo sversamento, non di acqua piovana, ma liquame di derivazione della lavorazione industriale, nella fogna bianca, che è stato accertato essere la causa dell’inquinamento del Lagrimaro. Chi ha autorizzato l’uso della fogna bianca comunale per lo smaltimento delle acque reflue delle aziende? Chi pagherà i danni agli imprenditori che sono stati autorizzati in questo abuso e adesso sono coinvolti? Cosa ancor più grave: chi pagherà per questo disastro ambientale, che rischia di rivelarsi anche un disastro al tessuto economico e per il Comune di Cerignola?”, chiede l’ex candidato sindaco.

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