"Distrutto" un centro "fiore all'occhiello" di Foggia. L'ex referente del Palmisano vuota il sacco: "Umiliante lavorare lì, clima invivibile"

Assistente sociale per quarant’anni al Comune di Foggia, dal 2007 responsabile della struttura per anziani di via Pestalozzi, Lucia Marcone ha chiesto di parlare dopo l'articolo di Foggiatoday

“Ho deciso di parlare dopo aver letto l’articolo di Foggiatoday perché quanto scritto dal giornalista conferma quello che ho patito nel Centro Palmisano dal 2014/2015 in poi”. A contattare la nostra testata, chiedendo di rilasciare alcune dichiarazioni, è la signora Lucia Marcone, assistente sociale per quarant’anni al Comune di Foggia e dal 2007 responsabile della struttura per anziani di via Pestalozzi. Lucia Marcone è in pensione dal gennaio 2019, un “prepensionamento obbligato” premette, perché ad un certo punto “è diventato impossibile  oltre che profondamente umiliante lavorare lì”. Documenti alla mano (grafici relativi all’andamento delle attività e al grado di soddisfazione dell’utenza, doglianze via mail all’assessore Erminia Roberto e al sindaco Landella, etc), Marcone intende mostrare come “dal 2015 le cose siano cambiate nel centro”: “Era un fiore all’occhiello – dichiara-, è stato distrutto” esordisce quando la incontriamo.

Signora Marcone, che ruolo ha svolto lei presso il Centro Palmisano?

Dal maggio 2007 al gennaio 2019 sono stata referente e responsabile di tutto l’andamento della struttura.

Dopo l’articolo di Foggiatoday ci ha contattati. Perché?

L’articolo mi ha colpito perché tutto quello che è stato scritto ha confermato ciò che ho patito nel “Palmisano” da quando è arrivata la signora Roberto. Purtroppo io a dicembre di quest’anno avrei fatto 40 anni di servizio, ma siccome non stavo più bene, ho dovuto optare per il prepensionamento.

Si spieghi meglio.

Col suo avvento il Centro è andato a rotoli. E non lo dico io, ma il Rapporto Sociale che ogni anno ero tenuta a stilare per rendicontare l’attività svolta e il suo grado di soddisfazione tra l’utenza. Per non parlare del clima, diventato invivibile. Per quanto riguarda me, beh, si è provato a mettermi i bastoni tra le ruote in tutti i modi possibili e immaginabili, utilizzando finanche dei “controllori” di fiducia. Voglio precisare che ho lavorato 40anni al Comune, con tutte le amministrazioni di qualsiasi colore. Mai avuto problemi fino al 2015.

Soprassedendo sui rapporti personali che, appunto, restano personali, cosa significa che il Centro è andato a rotoli?

Le do un dato generale: con l’avvento della signora Roberto tutte le attività che fino a quel momento si svolgevano nel ‘Palmisano’, riscontrando l’apprezzamento dei fruitori, sono state smantellate con un colpo di spugna e gli operatori che vi lavoravano mandati a casa. Voglio ribadire che non lo dico io ma i bilanci delle discipline, passate da un’altissima affluenza ad una frequentazione pari a zero. Gli anziani hanno dovuto fare i conti con lo smantellamento ad esempio della trasmissione dei film, che avveniva tre volte a settimana e fino a quel momento molto seguita. Oppure, per farle un altro esempio.

Dica.

Non ha sortito alcun interesse l’attività della nuova insegnante di ballo, a differenza delle precedente: l’ho scritto, esortando a ripristinare il vecchio corso. Nulla da fare. Nonostante il progetto non decollasse, ce la siamo dovuta comunque tenere. E pagare. E tanto altro, mi creda. E’ tutto qui, in queste carte: l’impatto con nuovi insegnanti e nuove discipline, da un giorno all’altro, non ha avuto gli effetti desiderati.

[Es: “Teatroterapia, attività che ha da sempre contemplato un alto indice di gradimento in quanto permetteva a tutti i partecipanti di sentirsi "protagonisti" purtroppo non ha riscontrato molto successo. La problematica, meramente dovuta alla interpretazione in vernacolo, difatti ha visto impegnati solo 9 utenti, suscitando malcontenti e dissapori tra gli stessi utenti. Anche i corsi di Ballo (11) e Pilates (7) non hanno riscosso successo. Difatti gli stessi corsi nonostante la presenza nei giorni stabiliti della Sig.ra omissis presso il Centro, da Giugno non hanno avuto più seguito”. E’ quanto si legge nel ‘Rapporto sociale’ del 2017, un documento “che intende presentare un rendiconto circa l’impatto sociale conseguito dalle azioni attivate, a partire dagli obiettivi messi a confronto con i risultati ottenuti, illustrando in particolare le conseguenze non economiche degli interventi che costituiscono il Progetto. Al contempo l’analisi vuole individuare i fattori di successo e gli elementi suscettibili di migliorie all’interno delle diverse azioni, così da facilitarne la riproducibilità sia nel tempo che in altri ambiti territoriali; così facendo l’analisi costituisce anche una tappa rilevante nel processo di qualità].

Come funziona il mantenimento di una disciplina? Trattandosi di soldi pubblici, esiste una soglia sotto la quale viene “bocciata”?

Si, certo. E la soglia è data dalla frequenza dell’utenza. Infatti io ero tenuta ogni fine anno a stilare quel rapporto. Sono agli atti, assieme ai grafici inviati all’assessore Roberto con cui in buona sostanza dicevo:  guardi che in determinate discipline la soddisfazione è pari zero. Per cui non è il caso che si continui.

E in quel momento cosa accadeva?

Con la signora Roberto io non ho avuto voce in capitolo. Solo il 2015 è stato l’anno in cui, giocoforza, si è dovuto tenere fede agli impegni giù assunti precedentemente. Alcuni corsi, poi, li ha dovuti riattivare per forza perché ci sono state le proteste degli anziani: si pensi al corso di yoga, che era storico nel centro e molto seguito. La scuola è stata richiamata per fprza. Per il resto c’è stato uno stravolgimento totale. La “Rebus” si occupava del portierato e dell’animazione, lavorava moltissimo, come da relazioni scritte. Quattro unità efficienti. Fuori.

Dei costi cosa mi dice? Sono cambiati?

A me non competeva la valutazione dei costi. Posso solo dire che, conoscendo bene le discipline che si son sempre svolte lì e il loro costo, negli ultimi anni rilevavo una sproporzione tra la spesa che si sosteneva e la frequenza dell’attività. 8mila euro per un progetto di ballo e karaoke quando il karaoke la vecchia cooperativa lo faceva gratis perché era incluso nel prezzo mi sembra un po’ esagerato. Ma non è neanche questo il punto quanto, appunto, la non frequentazione delle attività da parte degli utenti, la cui soddisfazione è il nostro obiettivo.

Qual era il clima nel centro?

Bruttissimo. Non c’era più armonia di un tempo, l’utenza era scontenta e doveva sottostare al personaggio di fiducia messo dall’assessorato. Prima si festeggiava spesso, si facevano manifestazioni. E’ cambiato tutto. Io chiesi una fotocopiatrice per l’ufficio, tante volte dovevo mandare qualcuno fuori a fare fotocopie. Nulla. Poi è arrivata una signora che faceva il corso di arte mistica ed è arrivata anche  la macchina fotocopiatrice. Eravamo a questi livelli. Assoluta mancanza di rispetto. E di educazione anche, che non si è avuta nei miei riguardi

Perché secondo lei?

Non lo so. Evidentemente sono stata una figura scomoda. Io sono stata 40 anni, ho lavorato con tutte le amministrazioni, a prescindere dai colori politici. Non ho mai avuto problemi. Gli assessori erano spesso presso di noi e partecipavano alle manifestazioni, alle feste, agli eventi finali dei corsi. Lei no.

Non è mai venuta?

Certo. Nel periodo elettorale spesso. Per il resto, le volte che l’abbiamo vista si possono contare sulle dita di una mano.

Sa che la si potrebbe accusare di strumentalizzare un rapporto magari non idilliaco a livello personale con l’assessore?

Io, ripeto, non ho mai avuto problemi con nessuno. E, soprattutto, non parlo solo oggi. Quello che affermo è documentato nella copiosa corrispondenza, inviata anche al sindaco Landella. E si evince dai rapporti annuali, che rendicontano più di mille parole. L’attività è andata malissimo nei suoi anni. Parliamo di una struttura pubblica e di soldi pubblici.

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