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VIDEO | Foggia non ha un centro diurno, ma ne ha bisogno: che fine ha fatto la promessa di Landella?

 

Foggia ha bisogno di un centro diurno: lo hanno ribadito - in occasione della ‘Notte dei senza fissa dimora’ - Emiliano Moccia dei Fratelli della Stazione e padre Luigi Martella, parroco della chiesa Sant’Alfonso de Liguori. In tanti, tra italiani e migranti, ogni notte dormono all’addiaccio, nei dormitori, nei ripari di fortuna. C’è chi ha perso il lavoro, chi si è separato dal proprio coniuge, chi non riesce a riprendersi da una situazione di disagio e ha bisogno di aiuto. Ieri sera, per l’undicesimo anno, sono stati raccolti sacchi a pelo, coperte, asciugamani, lenzuola e indumenti donati al dormitorio allestito presso la parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori che dà accoglienza a 25 persone. Sono passati tre anni e mezzo, ma del centro diurno per senza dimora non vi è traccia: “Serve, è urgente e importantissimo” ha detto padre Martella. “Nel programma elettorale del sindaco c’era questo, è ancora visibile sul sito di Franco Landella ed è uno dei punti sulla sicurezza ‘prevenire è meglio che curare’” ha evidenziato Moccia.

La notte dei senza fissa dimora rischiava di saltare: i retroscena

La promessa di Landella del centro diurno

"Particolare attenzione, inoltre, dovrà essere riservata alle zone periferiche della città e alla stazione ferroviaria, diventata sempre più concretamente crocevia delle povertà e quartiere multietnico popolato anche da migranti senza dimora che, in assenza di servizi pubblici, sostano tutto il giorno in piazza o lungo il viale. Una risposta a questo disagio sociale rende necessaria l’istituzione di un Centro Diurno per senza dimora, i quali, in questo modo, avrebbero un punto di riferimento distante dal consueto quartiere Ferrovia, all’interno del quale trascorrere il proprio tempo in maniera produttiva, ad esempio seguendo corsi di alfabetizzazione italiana al fine di compiere così una piena e concreta integrazione. Contribuire a recuperare il senso civico è un dovere per la classe politica che si impegna a governare la città, ma è anche un importante segno di civiltà su cui bisogna scommettere. Talvolta piccoli gesti sono all’apparenza innocui, ma se si tollerano episodi minimi d’inciviltà, di egoismo, di maleducazione e se non ci si indigna e si protesta, questi atti corrono il rischio di moltiplicarsi e ingigantirsi".

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