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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca

Foggia recupera la memoria dei prigionieri di guerra: scatta il censimento, raccolti oltre 3mila nomi

Lo studio, avviato da Stefano De Vito, ha già scovato i nominativi di 3200 prigionieri di Foggia e della provincia, ma la ricerca prosegue, utilizzando ogni fonte capace di restituire informazioni utili alla causa

La storia dei prigionieri di guerra per capire le dinamiche delle vicende belliche della seconda guerra mondiale. E’ il terzo censimento avviato dalla biblioteca ‘la Magna Capitana’ di Foggia, che sta proseguendo il lavoro di ricerca collegato al progetto ‘Meravigliosa Capitanata’. La ricerca rappresenta una pagina finora inedita della storia della nostra provincia, e segue il censimento avviato per ricordare i morti a seguito dei bombardamenti su Foggia del 1943, e l’altro sulle dinamiche legate allo sfollamento dal capoluogo, proprio a causa di quei tragici eventi bellici.

Questo nuovo lavoro  raccoglie e cataloga i nomi dei prigionieri foggiani e della provincia durante la seconda guerra mondiale. Patrocinato dall’associazione ‘Amici del Museo di Foggia’, questa ricerca è realizzata per iniziativa e a cura di Stefano De Vito, e rappresenta un ulteriore tassello di storia patria. Il lavoro è nato da una continua richiesta da parte di persone che ricercavano, e ricercano ancora oggi, documenti attestanti la presenza di familiari nei campi di prigionia sparsi per il mondo, negli anni che vanno dall’entrata in guerra dell’Italia al rimpatrio delle truppe.

Stefano De Vito ha iniziato la ricerca consultando le raccolte del ‘Notiziario Prigionieri’, una rivista composta da bollettini di informazioni, coi nomi di prigionieri, internati e profughi, il cui primo numero uscì il 30 settembre 1944. Le pubblicazioni, d’accordo con l’Alto Commissariato per i prigionieri di guerra, contenevano al loro interno alcune sparute informazioni che lette oggi, potrebbero sembrare prive di dettagli e molto fredde. Invece, per le famiglie che non avevano notizie da mesi del proprio familiare, per le madri che non sapevano più dove fosse il proprio figlio disperso al fronte e per tutti coloro i quali cercavano fiduciosamente un messaggio del loro caro, quelle pubblicazioni riaccendevano la fiamma della speranza individuando o meno quell’agognato nome su un gelido pezzo di carta bianca stampata.

Alla data del 10 maggio 2022 sono ben 3.322 i nominativi di prigionieri di Foggia e della provincia raccolti da Stefano De Vito e presenti sul nostro sito. Naturalmente la ricerca prosegue, utilizzando ogni fonte capace di restituire informazioni al fine di rendere questo censimento un servizio ampio, attendibile e, soprattutto, utile. Chiunque ritenga di avere o di aver trovato notizie non ancora presenti in questa prima edizione del Censimento dei prigionieri di guerra di Foggia e provincia, può comunicarlo via mail al curatore della ricerca, Stefano De Vito, all’indirizzo devitoste@gmail.com 

All’elenco generale di questo censimento, si affianca una pagina, tragica e poco nota, di prigionieri italiani – tra i quali ben 122 militari di Foggia e della provincia – che mantennero questo status solo per breve periodo, circa cinque mesi, cioè dall’8 Settembre 1943 al 12 febbraio 1944. Gli oltre 4.000 prigionieri di guerra, prevalentemente italiani e greci, reclusi nell’Isola di Rodi, nel mar Egeo, dopo l’Armistizio dell’8 settembre si rifiutarono di aderire al nazi-fascismo e per questo subirono la violenta reazione dei tedeschi. Nella breve traversata la nave su cui erano stati stipati come schiavi colò a picco dopo aver urtato uno scoglio. Degli oltre 4.000 prigionieri si salvarono solo una cinquantina di persone, tra cui 37 italiani. Stefano De Vito ha ricostruito la vicenda e recuperato i nomi dei 122 giovani militari di Foggia e provincia  (qui il link).

Chi è Stefano De Vito |  Classe 1982, ha frequentato l’Istituto tecnico per geometri 'E. Masi' e successivamente, sempre nella sua città, si laurea in ingegneria meccanica presso il Politecnico di Bari, sede di Foggia. Ha iniziato la sua carriera lavorativa presso aziende del territorio, per poi trasferirsi nel nord Italia, ove tuttora vive. Non ha dimenticato la passione per la storia della sua terra ed in particolare della città che lo ha visto nascere: Foggia. Una passione per il suo natio loco che coltiva sin dall’adolescenza, dimostrando il suo attaccamento con i libri da lui scritti "Foggia in Cartolina" e "Un istituto dimenticano: Storia dell’orfanotrofio Maria Cristina di Savoia". Attualmente è socio dell'associazione 'Amici del Museo civico di Foggia' con cui collabora scrivendo alcuni saggi e articoli. 

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