La caccia al lupo e la cattura del cane “cecoslovacco”: le precisazioni del dr Luigi Urbano

In merito alla cattura di un cane pastore cecoslovacco a Serracapriola, il dr Luigi Urbano, direttore provinciale del servizio veterinario area C dell’Asl Fg, prova a far chiarezza

Il lupo catturato

Il lupo è una specie protetta tutelata dalla normativa comunitaria (Cites del 03.03.1973, convenzione di Berna del 19.09.1979, direttiva CE Habitat n. 92/43 del 21.05.1992) e nazionale (dai Decreti Ministeriali a partire dal 1971 con reiterazioni negli anni successivi con divieto di esercizio venatorio sul lupo su tutto il territorio nazionale, passando per la Legge 157/92 che inserisce il lupo nelle specie particolarmente protette, concetto ribadito dal DPR n. 357/1997 che attua la direttiva comunitaria Habitat 92/43/CEE, fino all’ultima edizione della Lista Rossa degli animali vertebrati d’Italia, che inserisce il lupo come VU (Vulnerabile) secondo la categoria IUCN).

Nonostante una così fitta di legislazione comunitaria e nazionale che dovrebbe garantire uno status particolarmente protetto, tuttora la persecuzione diretta da parte dell’uomo costituisce il principale fattore di mortalità del lupo soprattutto in Italia. Tale fenomeno è legato non solo ai danni effettivi, quali la predazione sui domestici, per i quali sono previsti specifici finanziamenti dalla legge 157/92, ma anche ai notevoli retaggi culturali e ai pregiudizi che si mantengono ancora vivi. Il conflitto è elevato anche con i cacciatori, che vedono nel lupo un competitor nella caccia al cinghiale;

Il sottoscritto -  garganico di nascita e di formazione - e come tale strenuo difensore del territorio e degli animali selvatici che lo popolano, è un convinto difensore della biodiversità e della necessità di tutelare le specie protette e a rischio estinzione come il lupo, tant’è che nell’ambito delle attività del servizio che ha l’onore di dirigere ha determinato: l’istituzione di una unità operativa semplice “Gestione della fauna selvatica“, attualmente ferma per il pensionamento del collega, ma di prossima riassegnazione. La realizzazione del progetto ‘Un Patto con la Natura’, portato avanti con il proprio team nelle scuole dell’intera provincia di Foggia, con un incredibile e commovente senso di partecipazione da parte delle scolaresche interessate. L’assunzione di due veterinari specialisti a tempo indeterminato, con il doppio compito di valutare i danni causati dal lupo alle aziende zootecniche e di trasmettere alla popolazione garganica l’importanza del lupo e di tutte le altre specie a rischio estinzione per sostenere un ecosistema particolare come quello ambientale in cui abbiamo la fortuna di vivere;

Al tempo stesso bisogna anche sottolineare il clima di preoccupazione che era presente fra la popolazione di Serracapriola, per cui si sono resi necessari interventi per sottolineare che si stava lavorando, tutti insieme, per tutelarla. Infatti sono stati organizzati sopralluoghi interdisciplinari, tavoli tecnici congiunti con le forze dell’ordine (Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri e Vigili Urbani), con rappresentanti del Settore Caccia Ambiente e Pesca della provincia di Foggia e con il servizio veterinario area C, presieduti dal Prefetto di Foggia, cui vanno i ringraziamenti per la grande sensibilità dimostrata.

Tali incontri hanno evidenziato, alla luce degli appostamenti e delle testimonianze documentate e documentabili, delle abitudini dell’animale che ha causato una certa apprensione fra la popolazione, di una somiglianza cane cecoslovacco/lupo e della certezza del sottoscritto, ribadita in ogni occasione, che doveva sicuramente trattarsi di cani inselvatichiti e più probabilmente di un cane pastore cecoslovacco, per la cui cattura non era necessaria, come effettivamente non lo è stato, alcuna autorizzazione per il posizionamento di gabbie da parte del Ministero dell’Ambiente e/o da ricercatori dell’ISPRA;

L’ultima puntualizzazione riguarda una grande falsità attribuita al Centro Studi Naturalistici Onlus CSN, secondo cui “l’Asl notoriamente non ha fra i suoi compiti istituzionali la gestione della fauna selvatica“. Pur con tutto il rispetto per il CSN, con il quale il sottoscritto è disponibile fin da adesso ad ogni forma di collaborazione proficua e non fine a se stessa, non solo non è corretto ma è fuorviante affermare quanto precedentemente virgolettato, per cui in questa sede si scrive a chiare lettere che la sanità pubblica veterinaria è l’unica depositaria delle competenze sul controllo sanitario degli animali selvatici, così come definito dal D. Lgs. 502/1992 e s.m.i. che prevede l’organizzazione dei servizi veterinari locali nell’ambito delle Aziende Sanitarie Locali in tre aree funzionali e attribuisce all’area C (Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche) tale importante attività.

Ad ulteriore dimostrazione di quanto affermato basti vedere l’intensa attività dei dirigenti veterinari area C dell’Asl Fg in materia di interventi per la gestione di animali selvatici in difficoltà (l’ultimo in ordine di tempo è stato l’intervento di domenica 27 settembre 2015 effettuato dal dr. Abbenante per il salvataggio di una tartaruga marina viva spiaggiatasi a Capoiale in agro di Cagnano Varano), di carcasse di animali selvatici e accertamenti sanitari di animali selvatici appartenenti alle specie protette.  

  

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