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Così è stato catturato il pericoloso evaso Aghilar: non ha opposto resistenza e si è complimentato con gli investigatori

E' stato arrestato in una casa di campagna di Minervino Murge. Cristoforo Aghilar non ha opposto resistenza, ha fatto i complimenti agli investigatori quando l'abbiamo arrestato

 

E' notte fonda quando i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Foggia, su coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, hanno catturato ed arrestato Cristoforo Aghilar, il super latitante reo confesso dell'omicidio di Filomena Bruno, la madre dell'ex compagna del 37enne, che dal 9 marzo scorso si era reso irreperibile a seguito dell’evasione di massa dalla casa circondariale di Foggia.

Quasi 5 mesi nei quali i militari dell’Arma, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia, hanno iniziato una complessa ed articolata indagine svolta attraverso la perfetta unione tra attività tecniche e tradizionali di osservazione, controllo e pedinamento.

In conferenza stampa il maggiore Papasodaro ha precisato che Aghilar, catturato in un'abitazione di campagna a Minervino Murge, non ha opposto resistenza. Anzi, si è complimentato con gli investigatori per la cattura. Era pronto ad espatriare e in questi mesi ha cambiato più volte location. Aghilar ha ammesso anche che carabinieri e cacciatori avevano sfiorato la sua cattura in almeno una circostanza.

Le immagini della cattura di Cristoforo Aghilar

Durante questo periodo, segnato anche dalle criticità derivanti dall’emergenza sanitaria in corso, il comando provinciale carabinieri di Foggia ha messo in campo uomini e mezzi dedicati a rintracciare e catturare il fuggitivo: pattuglie delle stazioni che vigilavano costantemente il comune di Orta Nova erano infatti impiegate in stretto collegamento con gli equipaggi delle S.I.O. (Squadre di Intervento Operativo), in modo da garantire ed assicurare una copertura completa e quotidiana anche nei territori limitrofi, caratterizzati da ampi terreni e caseggiati abbandonati.

A ciò è necessario aggiungere l’impegno fornito da altrettanti militari dell’Arma che, giorno e notte, venivano impiegati nella tutela a favore dei familiari Bruno, compito delicato quanto necessario per salvaguardare la loro serenità quotidiana. Parallelamente e simultaneamente gli uomini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Foggia svolgevano l’attività informativa ed investigativa, costituita dalle numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali messe in atto.

Imponente il dispiegamento di forze schierate dal provinciale carabinieri di Foggia con il costante affiancamento dei militari dello squadrone eliportato cacciatori 'Puglia', vera e propria massa operativa di manovra impiegata non solo nelle numerose perquisizioni e nei rastrellamenti, ma anche e soprattutto nelle attività di osservazione ed infiltrazione quali attività precedenti e prodromiche al controllo vero e proprio di immobili rurali o abitazioni.

Lavoro incessante ed assiduo coordinato dalla magistratura foggiana che, passo dopo passo, è riuscita a far collimare gli innumerevoli elementi che emergevano dalle attività svolte, fino ad arrivare alla cattura di stanotte: sdall’inizio dell’attività, l’autorità giudiziaria ha emesso circa 60 decreti d’intercettazioni telefoniche ed ambientali, a cui vanno poi aggiunti anche quelli video necessari ad installare le varie microtelecamere.

Pari impegno è stato inoltre assicurato dai militari dell’Arma che non hanno mai abbandonato alcuna pista investigativa, percorrendo pazientemente le varie ipotesi che si profilavano in base ai tasselli che venivano aggiunti: decine e decine le perquisizioni effettuate nei comuni di Orta Nova, Ordona, Stornara, Stornarella ed Ascoli Satriano, il più delle volte eseguite facendo precedere il tutto da una prolungata attività di mirata osservazione svolta specificatamente dai cacciatori di Puglia che, nel cuore della notte, penetravano nelle aree di impiego fino a raggiungere l’obiettivo da controllare dopo aver circondato tutte le vie di fuga.

Stanotte, infine, l’epilogo, quando gli stessi carabinieri del Nucleo Investigativo, dopo aver circondato e fatto accesso in un’abitazione rurale sita nel comune di Minervino Murge, hanno catturato Aghilar procedendo non solo all’arresto in flagranza di reato per il reato di evasione aggravata, ma anche all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Foggia, in quanto responsabile, unitamente ad altri soggetti già arrestati, della rapina di un veicolo commessa in danno di una carrozzeria consumata nelle fasi immediatamente successive alla fuga di massa dalla casa circondariale di Foggia.

"Questa è l'arma dei carabinieri, questi sono i carabinieri che io conosco e con i quali lavoro da 30 anni, che lavorano con impegno, dedizione, al servizio dello Stato e della legalità. Un'immagine pulita e trasparente che i comportamenti di pochi non possono offuscare" il commento del procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro.

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