Foggia riabbraccia la Cattedrale e accoglie il ritorno dell’Iconavetere

Centinaia di fedeli alla messa solenne presieduta dall'arcivescovo Francesco Pio Tamburrino. Un lungo applauso ha accompagnato l'ingresso del sacro tavolo mariano nel duomo cittadino

La Cattedrale di Foggia

Un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso del sacro tavolo dell’Iconavetere portato in processione all’interno della Cattedrale di Foggia. La Madonna dei Sette Veli, simbolo identitario della comunità foggiana, è tornata a casa.

Dopo sette lunghi anni – periodo in cui il duomo foggiano è stato interdetto ai fedeli per delicati interventi di restauro e consolidamento della struttura – vedere l’icona mariana troneggiare in tutta la sua preziosa bellezza dall’altare maggiore della chiesa della Beata Vergine Maria Assunta in cielo è stata una emozione collettiva.

Dal primo pomeriggio di oggi sono stati numerosissimi i fedeli che hanno visitato la cattedrale foggiana. In molti, soprattutto i più giovani, non ricordavano quasi più la bellezza, i tratti e le caratteristiche dominanti del tempio eretto nel 1172 e largamente rimaneggiato nel corso dei secoli.

Poi, lentamente, la chiesa ha iniziato a scaldarsi e riempirsi: centinaia di fedeli, quasi un migliaio, quelli che hanno affollato l’ex collegiata, mentre un nutrito gruppo di persone seguiva la messa solenne officiata dall’arcivescovo Francesco Pio Tamburrino dal maxi-schermo allestito in piazza Duomo. Nelle prime file, le autorità politiche e istituzionali. C’erano, tra gli altri, il prefetto di Foggia, Luisa Latella, e il procuratore capo, Vincenzo Russo, accanto al sindaco, Gianni Mongelli e al presidente della Provincia, Antonio Pepe. Qualche fila più dietro anche il rettore dell’ateneo dauno, Giuliano Volpe, e Francesco Andretta, il presidente della Fondazione “Domenico Siniscalco Ceci” che donerà un nuovo organo al duomo cittadino.

Per sette lunghi anni, la cattedrale foggiana, un gioiello storico e architettonico della città, è rimasto nascosto agli occhi dei foggiani, coperto da ponteggi e impalcature che hanno segnato l’avvio di una serie di interventi urgenti e necessari alla luce del cattivo stato di salute della struttura che, nell’autunno del 2005, venne chiusa dopo che dalla cupola centrale piovvero calcinacci.

In questi anni, l'ex collegiata foggiana ha subito – seppure “a singhiozzi” - una ristrutturazione radicale, sia strutturale sia degli arredi interni. Maggiormente compromessa - dall'usura del tempo, dalle infiltrazioni e dall'umidità - risultava la lanterna, in cima al duomo, completamente marcia così come la cupola maggiore, che in alcuni punti era letteralmente franata, e l’intera copertura.

Deteriorate e compromesse anche numerose travi che sorreggono dall’alto la volta e che sono state sostituite o rinforzate. Tutta la copertura, inoltre, è stata trattata con una speciale resina che la difenderà dagli agenti esterni, dall’umidità e dall’usura del tempo. Rinnovati anche gli ambienti interni: navata e transetto sono tornati agli antichi splendori. Tutti gli elementi sono stati ripuliti, riposizionati, ricostruiti dove necessario o risanati nelle lacune; tirati a lucido i marmi che sono tornati a riflettere i colori delle grandi finestre.

A terminare i lavori è stata una associazione temporanea di imprese composta dalle ditte "Crea" di Forlì e "Lorenzoni" di Polignano che è subentrata nel cantiere di piazza Duomo nell'ottobre del 2010. La stessa, grazie una gestione virtuosa e oculata del cantiere, è riuscita anche a chiudere i lavori in economia, "risparmiando" sul totale preventivato circa 400mila euro, un risparmio che – va precisato - non ha inficiato in alcun modo sulla qualità dell’intervento effettuato, il cui progetto è stato esposto, di recente, alla Fiera nazionale del restauro di Ferrara, ricevendo consensi e apprezzamenti unanimi.

Una somma importante che verrà in parte utilizzata per la progettazione e l'istallazione di un impianto di illuminazione esterno, in grado di valorizzarne la preziosa scatola muraria, ed in parte per la rimozione dell’organo monumentale situato nella zona absidale della cattedrale. Uno strumento non troppo “datato”, ma che già mostrava gravi segni di degrado causati dallo scorrere del tempo. Per questo intervento bisognerà attendere 30 mesi, dopodiché il nuovo organo verrà collocato su una pedana mobile nel transetto laterale, ovvero di fronte alla Cappella del Crocifisso.

Nel frattempo, i fedeli potranno tornare a pregare nel tempio religioso più importante e significativo per la città. Un’apertura che è pari ad una risurrezione, come ha scritto l’arcivescovo Tamburrino, riprendendo poi il concetto durante la celebrazione di oggi. Un evento che segna una rinascita, in attesa di “di un’altra risurrezione: quella sociale, economica e culturale, assolutamente necessaria, per la città”.

 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Genitori furiosi con Emiliano, che li invita a non mandare i figli a scuola : "La Puglia non è una regione per bambini"

  • La scuola anti-covid di Emiliano tra ordinanze e appelli social. La contestazione: "Il 18 si torni in classe in sicurezza"

  • La Puglia torna in zona arancione. Conte firma il nuovo Dpcm: restrizioni fino al 5 marzo, riecco la scuola in presenza

  • Coronavirus: 1162 nuovi positivi in Puglia e 24 morti. In Capitanata 150 casi e sei vittime

  • San Marco e Rignano sotto choc: addio a Matteo Longo, carabiniere esemplare e dall'animo buono

  • "Esco con gli amici" ma non fa più ritorno. Scomparso a 16 anni ma c'è chi tace per paura: "Noi non dimentichiamo"

Torna su
FoggiaToday è in caricamento