Cronaca

Torrente Cervaro, fenomeni schiumosi e maleodoranti: il caso finisce in Regione

Santorsola risponde all’interrogazione urgente di Barone. La provincia di Foggia ha autorizzato il Consorzio ASI a scaricare le acque reflue delle industrie e imprese nel torrente che sfocia nel Golfo di Manfredonia

Rosa Barone porta in Consiglio regionale il caso del Cervaro, il torrente che dai Monti Dauni attraversa la provincia di Foggia per ben 140 chilometri, fino a sfociare nelle acque balneari del Golfo di Manfredonia. Tra i più importanti della Puglia per l’elevata biodiversità, individuato all’interno del Piano Paesaggistico Regionale, la provincia di Foggia ha autorizzato il Consorzio ASI a scaricare le acque reflue delle industrie e imprese nel torrente, con la prescrizione di sottoporre mensilmente le acque al controllo, al monitoraggio di diversi controllori tra cui l’Arpa Puglia.

L’interrogazione urgente a firma della consigliera regionale cinquestelle ha origine il 14 agosto 2015 quando il personale dell’Oasi Lago Salso di Manfredonia allertava il Corpo Forestale dello Stato. Generalmente a secco d’estate, il torrente era un fiume in piena. Due giorni dopo gli operatori del CFS accertavano la provenienza delle acque dalla zona ASI dell’Incoronata: “Sono andata a controllare e vi posso dire che la situazione era veramente allarmante. Quindi, si compromettevano non soltanto gli equilibri ecologici ma anche la salute dei cittadini, perché quelle acque finivano a mare” dice Barone.

La consigliera regionale pentastellata ha chiesto all’assessore Santorsola “se era a conoscenza dei fatti, se sa le cause e i responsabili, l’ARPA come mai ha risposto così lentamente alle diverse sollecitazioni da parte anche degli operatori del Lago Salso”. In più, “se l’ARPA Puglia ha monitorato mensilmente, così come era nell’accordo con la Provincia, la zona ASI; se le prescrizioni sono state fatte per bene, quindi se ha seguito le prescrizioni, se il monitoraggio è stato effettivo e quali erano i risultati di questo monitoraggio e se non ritenga soprattutto necessario e urgente che questi devo impianti di depurazione siano controllati in maniera da poter avere, almeno per l’estate prossima, un diverso stato delle acque perché le assicuro che lo stato era veramente allarmante”.

Questa la risposta di Santorsola: “Effettivamente i dati, i prelievi effettuati il 28 settembre dall’Agenzia evidenziavano fenomeni schiumosi e maleodoranti affioranti dalle acque. I campioni prelevati hanno permesso di riscontrare elevati valori di fosforo con bassi valori di ossigeno. Questi dati determinano una situazione di attenzione che stiamo seguendo, non hanno ancora raggiunto la soglia di pericolo, ma una situazione di attenzione che stiamo seguendo”.

L’assessore evidenzia però che “l’ARPA svolge il monitoraggio dei corpi idrici superficiali come previsto dal decreto ministeriale, quindi seguendo le procedure ministeriali. In particolare per il Torrente Cervaro le effettua mensilmente. Effettua monitoraggi su quattro stazioni. Questa mole di lavoro confluisce in un rapporto annuale che definisce la qualità del corpo idrico in esame. Le valutazioni sullo stato di monitoraggio che riguardano il Cervaro contenute nei rapporti 13 e 14 restituiscono un giudizio di qualità complessivamente buono”.

E precisa: “Quello del 2015 non ci è ancora pervenuto, ma le evidenze di questi ultimi mesi ci inducono a tenere alta l’attenzione. Sulla base delle risultanze del nuovo rapporto valuteremo se avviare un monitoraggio di indagine più approfondito per verificare l’andamento della situazione”.

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