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Una postazione drive through

Una postazione drive through

"Il tampone è sparito nel nulla" e l'esito non arriva. Angela incredula: "Dal drive through non sanno dove sia finito"

Il test è stato effettuato il 9 dicembre alla postazione drive through di San Severo ma l'esito non arriva e dall'Usca rispondono che non sanno dove sia finito

"Risultato non disponibile". Da sette giorni, compare sempre questo messaggio quando Angela e sua sorella, inserendo le credenziali, provano a cercare l'esito del tampone. Aspetta e spera. È un mistero che fine abbia fatto.

"Mia sorella ha fatto il tampone il 9 dicembre al drive through di San Severo", racconta Angela che, per la precisione, ricorda anche l'ora: si è sottoposta al test per la diagnosi di infezione da Covid alle 9.40. "Ovviamente le hanno dato il foglio con il codice per gli accessi e siamo attaccati al Pc da mercoledì per controllare una risposta che non è mai arrivata. Ho chiamato anche l'Usca di San Severo e mi hanno risposto che non sanno che fine abbia fatto questo tampone. Non si sa dove sia finito".

Ha composto a ripetizione il numero dell'Asl di Foggia: la mettono in attesa, aspetta il suo turno e quando sta per toccare a lei, allo scadere dei minuti indicati, puntualmente cade la linea. La sorella era al terzo tampone, chiusa in casa dall'11 novembre, e ora sta bene. Le operazioni nella postazione a cui si accede direttamente in auto, senza scendere dalla vettura, si erano svolte regolarmente. "C'era un sacco di gente, come per gli altri tamponi effettuati in precedenza, ma di regolare c'è ben poco visto che si perdono i tamponi".

Angela si domanda cosa accadrebbe se succedesse ad una persona al suo primo tampone, che magari non ha il buonsenso di accertarsi di essere negativo prima di uscire di casa spazientito. "Come si fa a perdere un tampone? Mia sorella è casalinga e non le serve il certificato dell'Asl per tornare al lavoro, ma se ne avesse avuto bisogno non sarebbe mai tornata. Per scrupolo, provvederà privatamente, ma non tutti ne hanno la possibilità. É una vergogna".

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