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No Siorini no, prima di sparare…pensa!

"Ma alla Boldrini e alle donne del PD quando dovrà succedere?". Siorini non si scusa: "La mia solo una provocazione". L'editoriale del direttore responsabile Massimiliano Nardella

No Siorini, la sua frase non può e non deve passare come una semplice provocazione. Le parole, alla pari delle azioni, a cui spesso corrispondono, hanno un peso. Le sue pesano, appunto, come un macigno. Quando poi è un esponente politico a lasciarsi andare ad esternazioni dagli effetti così devastanti, la frittata è presto che servita.

Quel pensiero orribile che lei ha trasformato in un post - "Ma alla Boldrini e alle donne del PD quando dovrà succedere?" – è stato letto e/o condiviso da milioni di persone, migliaia delle quali coltivavano già un odio smisurato nei confronti delle istituzioni, troppe senza un preciso motivo. Le stesse che oggi si indignano, giustamente, per uno stupro di massa, ma che poi incredibilmente legittimano le sue affermazioni, derubricandole a provocazioni o giù di lì. Le parole possono far male, le sue hanno alimentato un odio ingiustificato, oltre che disgustoso. E hanno ferito tutte le donne, non solo il presidente della Camera dei Deputati e le rappresentanti del PD.

Lei, che afferma di essere il segretario cittadino di ‘Noi con Salvini’, peraltro nella città di San Pio, è lo stesso che saltellava al grido di ‘Ruspa, ruspa, ruspa” quando il leader del Carroccio era a Foggia per incontrarvi. Diciamolo, un po’ recidivo, a onor del vero, lo era. Che poi, cosa ci troverete di interessante in Matteo Salvini, è una domanda alla quale non riesco ancora a darmi una risposta più o meno intelligente.

Ma lei davvero crede nella buona fede delle sue azioni o è addirittura convinto che quel post altro non sia che una provocazione? E se l’episodio di Rimini, in quanto donna, l’avesse riguardata e quindi indignata, come avrebbe reagito alle parole di un Siorini qualunque? Ammesso che lei non sia razzista e sia una brava persona, oltre che un impeccabile commerciante, crede davvero che si possa associare un delitto così atroce alla questione immigrazione/accoglienza? O che si possa pensare o scrivere qualsivoglia bestialità?

Mi creda, ci sono altri mezzi e forme per esprimere il proprio disappunto su questioni che riguardano tutti, nessuno escluso, e per le quali – come nel caso di Rimini - tutti provano allo stesso modo sconcerto e rabbia. “Prima di sparare pensa, prima di dire, di giudicare, prova a pensare, pensa, che puoi decidere tu, resta un attimo, soltanto un attimo di più con la testa tra le mani. Pensa.”. Quante volte ha canticchiato questa canzone? Ecco, continui pure a canticchiarla…

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