Cronaca San Severo

Cani a rischio cibo, dipendenti senza stipendio. Enpa: “Comune di San Severo moroso”

Se entro venerdì 24 ottobre il Comune non adempie i propri impegni, l'Enpa, indebitata per oltre 25mila euro, non più in grado di alimentare i cani

110.507 persone – italiane e straniere – sanno che il Comune di San Severo è moroso nei confronti di Enpa. Tanti sono gli utenti che sulla pagina Facebook di Enpa hanno visualizzato il post del 15 ottobre scorso con il quale è stata data notizia dei gravi ritardi del saldo, da parte dell'Amministrazione, della fattura presentata il 7 agosto scorso per la gestione dei cani randagi del Comune. Di questi, 790 hanno condiviso il post mentre i “like” sono stati finora 801. Senza considerare le visualizzazioni della notizia sulla home page del sito istituzionale dell'Enpa, visitato ogni giorno da circa 75mila utenti unici.

Uno tsunami di pubblicità negativa, insomma, per l'Amministrazione comunale ma non certo per l'operosa comunità sanseverese che storicamente ama gli animali (la Sezione Enpa di San Severo è tra le più antiche d'Italia, fondata da benefattori e benefattrici negli anni '60). E questa platea virtuale ancora non sa che Enpa, a causa dei ritardi nel pagamento da parte del Comune, venerdì mattina – se non succede niente di nuovo – non sarà più nelle condizioni di alimentare i cani del Comune di San Severo di cui, secondo la Legge 281/91, è responsabile il sindaco Francesco Miglio. È una situazione disperata, già rappresentata al Prefetto di Foggia e alle organizzazioni sindacali. Va considerato, infatti, che gli otto dipendenti hanno stipendi arretrati da riscuotere e Enpa – per colpa del Comune – non ha onorato le ultime scadenze contributive e fiscali.

Le nostre scorte di alimenti stanno insomma per finire e non siamo più nelle condizioni di indebitarci (finora i debiti accumulati da Enpa sono pari a 25mila euro cui vanno aggiunti gli stipendi non pagati, le imposte e i contributi). Speriamo quindi che prima di venerdì succeda qualcosa di positivo. Vogliamo sperare che i ritardi nel saldo della fattura non siano collegati alla richiesta del Comune di ridurre del 5% i compensi previsti dal contratto: sarebbe un atteggiamento gravissimo da parte di un ente locale. 

Alla riduzione, Enpa si è opposta in considerazione del fatto che il Comune paga solo la retta per 230 cani (mentre gli animali sono 500) e già in passato Enpa ha accettato una riduzione. Se il sindaco Miglio intende aumentare il suo potere contrattuale tentando di aumentare le nostre difficoltà, sbaglia strategia oltre ad avere scarsa lungimiranza, una incerta visione amministrativa e una preoccupante mancanza di rispetto per la storia animalista della città.

Questa mattina, l'Amministrazione Comunale ha fatto affiggere un curioso manifesto in cui la giunta Miglio dimostra di avere le idee piuttosto confuse sulla gestione del fenomeno del randagismo, fa finta di dimenticare che la responsabilità dei randagi è del sindaco e non di Enpa e, infine, spiega di aver già trovato un nuovo canile più economico.

A parte il risibile argomento dell'economicità (abbiamo dimostrato che il Comune spenderebbe di più anziché risparmiare), ribadiamo ancora una volta che il sindaco può in ogni momento ritirare i suoi cani e portarli altrove. Ma certo continuare a tenere i cani presso la nostra struttura rifiutandosi al tempo stesso di saldare la fattura senza, tra l'altro, fornire spiegazioni, non è certo esempio di rettitudine. Chi ama gli animali non corre il rischio di affamarli. È una questione etica prima di essere indice di una corretta azione amministrativa.

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