Questura di Foggia senza uomini e mezzi: il 'caso' finisce a Roma

Il "Caso questura" finisce sul tavolo della Ugl nazionale. Giovanni Consalvi, segretario provinciale, ha inviato una lettera nella quale denuncia le molte carenze della questura di via Gramsci

Questura di Foggia

Il “Caso questura di Foggia” finisce sul tavolo della Ugl nazionale. Giovanni Consalvi, segretario provinciale Ugl Polizia, ha inviato una lettera al segretario nazionale Ugl Polizia di Stato denunciando alcune delle molte carenze della questura di via Gramsci, carenze che stanno gravando, oltremodo, su tutti i colleghi e che, di riflesso, viene poi percepito dal cittadino.

In modo particolare, Consalvi ha sottolineato come “Mentre in qualche questura del nord Italia si possono permettere di avere all’ingresso, con mitra e giubbotto antiproiettile, ‘stile vecchia maniera’, agenti di polizia ed in caserme distaccate, con mero compito logistico, si trovano al corpo di guardia contemporaneamente tre agenti con non più di tre anni di servizio e poco più che ventenni, la questura di Foggia è sott’organico di un centinaio di poliziotti, con una media anagrafica che si aggira sui 47/48 anni”.

L’Ugl Polizia di Stato denuncia, inoltre, le carenze organiche e sottolinea come, nonostante le molteplici difficoltà e la media anagrafica elevata, molti poliziotti (quasi tutti) oltre a svolgere il proprio compito d’Ufficio, vengono “distratti” per sopperire alle carenze organiche in altro settore, salvo sobbarcarsi poi il lavoro rimasto arretrato una volta rientrato nel proprio ufficio, per questo non si può che elogiarli. “Di certo non possiamo dire che se la passano meglio i colleghi, che possono solo provare ‘invidia’ per i colleghi delle città del nord che con quasi 100,000 abitanti escono con cinque pattuglie, mentre a Foggia con quasi 160,000 abitanti devono essere “graziati” per uscire con due volanti, quando ci sono”.

“E sì – rincara la dose - perché con un parco auto che sulla carta conta 18 pattuglie assegnate, più della metà sono in attesa di riparazione che, grazie ai tagli sulla sicurezza, tarderanno ad arrivare, poiché ci hanno riferito che non ci sono fondi per far fronte a tali riparazioni. I commissariati in provincia possono usufruire di una sola auto, quando c’è”. Ricorda ancora il segretario Consalvi: “A dimostrazione delle difficoltà denunciate, basti pensare che le poche auto funzionanti tra questura e commissariati, predisposte per il controllo del territorio sono impiegate H24, mentre alcuni commissariati della provincia sono costretti, addirittura, a sopprimere alcuni turni di volante”.

“Vorremmo ricordare che dopo la costituzione dell’associazione antiracket, si sono registrati, quotidianamente, attentati dinamitardi agli esercizi pubblici, a Foggia e provincia, a ciò si affianca la criminalità diffusa legata soprattutto ai reati predatori (molti i furti in appartamento, furti d’auto, furti di cavi di rame, rapine di ogni genere) permane, inoltre, il preoccupante fenomeno degli assalti a furgoni blindati compiuti con estrema ferocia da bande organizzate, composte per lo più da pericolosi pregiudicati di Cerignola, senza tralasciare la faida del Gargano. Tutto ciò, come è ovvio che sia, crea un alto senso di insicurezza nei cittadini e genera maggiori richieste di tutela da parte delle forze di Polizia”.

Conclude Consalvi: “Purtroppo, siamo a conoscenza che, prima del 2016, quando ci saranno nuovi concorsi e nuove assunzioni, non possiamo aspettarci congrui “rinforzi”, così come non possiamo aspettarci nulla di buono per ciò che riguarda un’imminente risoluzione relativa alle auto. Praticamente possiamo considerarci come un team di formula uno che ha un buon pilota (il questore), una squadra di meccanici, rimaneggiata ma buona (i poliziotti), ma che hanno a disposizione un’utilitaria scassata. Possiamo solo sperare che oltre ad un incisivo intervento del segretario nazionale, anche forze politiche territoriali vogliano affiancare il nostro sindacato ed i nostri segretari affinché si possa tirare un sospiro di sollievo e si possa tornare a vivere con un po’ più di serenità nella nostra città”.

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