Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Macchia Gialla / Via Francesco Balestrucci

Caos alla Macchia Gialla, famiglie sfrattate lanciano ombre sull'operazione Caroprese-Comune: "Cosa c'è dietro?"

Dura nota di replica delle famiglie che vivono da anni nelle case della Legge Gozzini all'assessore all'Urbanistica Paolo La Torre. Numerosi gli interrogativi: "Attendiamo chiarezza"

“E’ pur vero che il rapporto locatizio privatistico è intercorso con gli inquilini, odierni sfrattati, ma il Comune, prima di prendersi in consegna i 32 alloggi che la società di  Caroprese sta facendo sistemare (mediante una tinteggiatura in modo da camuffare i gravi problemi di infiltrazioni presenti negli immobili), da buon padre di famiglia dovrebbe verificare anzitutto se gli immobili risultano liberi da vincoli di ogni genere; in caso contrario, prima di prenderli in consegna, il Comune dovrebbe pretendere la liberazione degli immobili al fine di poterli riscattare così come espressamente previsto sin dall’epoca dell’approvazione del piano, atteso che  l’eventuale fallimento della società renderebbe del tutto inefficace tale attività”. Inizia così la replica che gli inquilini della case della Legge Gozzini, Foggia, inviano all’indirizzo dell’assessore all’Urbanistica Paolo La Torre, che ieri così liquidava il ruolo del Comune di Foggia nell’ambito di una procedura di rimodulazione di un Piano Integrato con EdilAmbiente e di sfratti esecutivi in corso di 16 famiglie (qui la vicenda raccontata da Foggiatoday).

Le famiglie  - che hanno inviato un esposto alla Procura della Repubblica- continuano: “Il prezzo di riscatto degli immobili non potrà essere quello previsto nel 2008, quando i prezzi delle case erano alle stelle. Oggi, in piena crisi del mercato immobiliare, il prezzo di tali alloggi, anche per la loro vetustà, dovrebbe essere dimezzato rispetto a quello originariamente previsto. E ancora: “Dopo la consegna dei 32 alloggi al Comune, nell’emergenza abitativa in cui versa il Comune di Foggia per famiglie bisognose, dove si troveranno famiglie disposte a corrispondere a Caroprese un canone mensile di € 300,00 + iva (atteso che la Edilambiente sottoscrive contratti soggetti ad iva  al 10 % che grava direttamente sugli inquilini) e spese condominiali pari a circa  € 50,00 mensili per un totale complessivo di € 380/400 al mese?”.

Ma ci sarebbe anche dell’altro: “Nella delibera di approvazione del piano era previsto che il Comune potrebbe riscattare i 32 alloggi ad un prezzo già fissato nel 2008 (oggi esorbitante e fuori mercato), con detrazione di quanto corrisposto a titolo di canone di locazione; ma se al pagamento del canone di locazione devono provvedere gli inquilini assegnatari di tali alloggi, avranno diritto ad operare il riscatto dell’alloggio gli inquilini o il Comune? Sarebbe necessario un po’ di chiarezza al riguardo – concludono le famiglie- e una lettura più attenta di tutta la documentazione da parte dei nostri amministratori, i quali non sappiamo se hanno voluto sottovalutare ogni questione al solo fine di creare quella confusione necessaria  per non far comprendere quello che hanno in animo di fare sotto la parvenza dell’emergenza abitativa. la gestione della cosa pubblica richiede sempre la massima trasparenza  e il perseguimento dell’interesse pubblico. Attendiamo chiarimenti” concludono.

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