Il Lastaria di Lucera diventa Casa della Salute

Tra le novità una unità di degenza territoriale condotta direttamente dai medici di medicina generale

“Conto sulla collaborazione e condivisione di tutti, a cominciare dalla comunità di Lucera”. Così il direttore generale della ASL FG, Attilio Manfrini, in apertura della conferenza stampa indetta presso il Comune di Lucera per spiegare la nuova articolazione dell’ospedale locale, riorganizzato in Casa della Salute. Il programma di rimodulazione e riconversione dello stabilimento ospedaliero prevede un diverso modello organizzativo, orientato verso una maggiore integrazione con il territorio di appartenenza per garantire un servizio più completo rispetto a quello offerto dal modello dell’Ospedale diviso per Unità Operative, Reparti e Discipline distinte.

Alla Casa della Salute di Lucera sono stati assegnati 24 posti letto di chirurgia, 24 di medicina, 4 posti letto di cardiologia, 10 di oncologia. Rimane attivo il Pronto Soccorso, dotato di 5 posti di Osservazione Breve Intensiva. Il nuovo modello organizzativo permetterà l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse tecnologiche, strutturali (ambienti di degenza, sale operatorie, ambulatori) e umane. “Abbiamo individuato – ha chiarito Manfrini - un percorso assistenziale che non è legato alla singola disciplina ma ad una serie di tipologie di attività. Ne è un esempio il reparto di chirurgia, trasformato in un reparto chirurgico multidisciplinare in cui trovano spazio anche quelle discipline chirurgiche inizialmente cancellate dal piano regionale: ortopedia, oculistica, ginecologia. La chiusura dell’ostetricia e ginecologia va vista dunque solo come chiusura del ‘punto nascita’ mentre tutte le altre attività continueranno ad essere svolte. Garantiremo inoltre, la possibilità di praticare l’interruzione volontaria di gravidanza”.

La nuova articolazione prevede altresì il trasferimento degli ambulatori dal Presidio ex inam per una migliore integrazione tra servizi ospedalieri e territoriali. Grande novità sarà l’istituzione di una unità di degenza territoriale condotta direttamente dai medici di medicina generale. Ciò servirà ad evitare ricoveri impropri in ospedale (dal costo molto più elevato) per prestazioni effettuabili direttamente in ambulatorio o per terapie iniettive di breve durata. All’interno di questa unità i medici di medicina generale troveranno dagli 8 ai 12 posti letto (il numero è ancora in via di definizione), specialisti ambulatoriali e la tecnologia più appropriata.

A breve ci sarà infine il trasferimento dell’SPDC, Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, dagli Ospedali Riuniti, dove è stato provvisoriamente allocato, alla Casa della Salute di Lucera. “Abbiamo fatto un attento studio epidemiologico e gestionale – ha spiegato il direttore sanitario dell’ospedale di Lucera Franco Mezzadri – che ci ha permesso di pensare all’ospedale per intensità di cura. Sarà allettato solo chi avrà veramente necessità di esserlo, gli altri pazienti riceveranno le cure attraverso le modalità appropriate e cioè day surgery, day service e attività ambulatoriali”.

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A concludere l’incontro con i giornalisti, il sindaco di Lucera, Pasquale Dotoli, e l’assessore regionale al ramo, Elena Gentile. “Quando oggetto della discussione – ha ringraziato Dotoli - è una importante istituzione della città quale l’ospedale, è giusto che determinate spiegazioni vengano date in questa sede per cui ringrazio l’assessore e il direttore generale che con piglio e concretezza hanno affrontato la situazione. Mi auguro che questa nuova organizzazione assicuri i servizi di cui la città e il territorio hanno bisogno”. “È un modello avviato già da qualche anno in altre regioni - ha concluso l’assessore Gentile - che può rispondere alla grande domanda di salute che proviene dal territorio. Il contesto nazionale è molto complesso, molte regioni sono state commissariate, la nostra è in piano di rientro. Riteniamo di poterne uscire tra qualche settimana, la cosa ci permetterà di riguardare il sistema, verificare se ci sono state sottovalutazioni e riformulare una valutazione complessiva, ma su alcuni punti non possiamo indietreggiare. L’idea di ospedali che mettano in sicurezza la vita delle persone è un punto irrinunciabile; organizzare sui territori risposte alle domande di salute incardinati anche nelle specificità orografiche e demografiche degli stessi territori è un altro punto irrinunciabile. Quella che stiamo promuovendo è un’idea di medicina del territorio molto avanzata che arriva nelle case delle persone. Si presenta come un servizio a domicilio, di presa in carico del paziente in una visione moderna di assistenza domiciliare integrata, per il cui avvio abbiamo ottenuto risorse comunitarie adeguate. Questo percorso sarà completamente compiuto nel giro di poche settimane. Il mio personale ringraziamento va alla classe di medici, infermieri e di tutti gli operatori di Lucera che hanno salvaguardato questo risultato; senza la loro collaborazione oggi non si potrebbe parlare di salute e sanità in questi termini e in questo territorio”.

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