Carpino Folk Festival 2012, i “Suoni di Sotto” a Rodi Garganico

Dopo la parentesi di Francoforte, il Carpino Folk Festival 2012 riparte da Rodi Garganico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

La 17edizione del festival della musica popolare e delle sue contaminazioni farà tappa nelle mete turistiche migliori della Puglia, le più belle del Gargano: Rodi Garganico, Calenella, Vieste e poi nell'entroterra a Cagnano Varano, Orta Nova e ovviamente a Carpino.


Per perpetuare la crescita in coscienza e per ritessere i fili della propria memoria, sei figli della comunità garganica continuano a vivere il territorio insieme alla generazioni precedenti documentando la memoria orale di storie e canti, agendo come operatori culturali nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio popolare e promuovendo come suonatori l'aggregazione sociale del territorio.


Nato da un'intesa musicale di elementi, alcuni dei quali di impostazione accademica, che hanno saputo mescolare tradizione e innovazione, "Suoni di Sotto" è il laboratorio di musica popolare voluto dall'Associazione Culturale Carpino Folk Festival.


Il live dei "Suoni di Sotto" è capace di catapultarvi in un viaggio alla scoperta di melodie passate che gli artisti, seppur provenienti da tradizioni musicali diverse, hanno saputo vestire di eleganza e modernità.
 

Luciano Castelluccia, direttore artistico del festival e suonatore di percussioni e creatore di effetti speciali.  Antonio Manzo, con le sue trenta tammorre scandisce il ritmo di tarantelle, pizziche e tammurriate. 

 

Antonio Pizzarelli, le cui melodie riecheggiano tra il flebile e l'acuto suono del flauto e il carattere forte e deciso del clarinetto. 

 

Antonella Gallo, la cui voce dimostra di avere capacità compositive originali interpretando la musica tradizionale con convinzione reggae, una maniera del tutto nuova, contaminando così il sound popolare con sonorità funk e jazz.  Vincenzo Aniello, che ha saputo mettere i sui accordi classici al servizio della musica popolare.  Giovanni delle Fave, fisarmonicista, che pur avendo da poco sposato la musica popolare, le è ormai completamente devoto.




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