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Detenuti in carcere

Detenuti in carcere

Carceri, Cisl Fns: “A Foggia gravissimi disagi per il personale”

Crepe nei cornicioni e nei pilastri. Il rapporto tra personale e detenuti risulta essere meno di mezzo agente per ogni carcerato. Drammatica la situazione igienico-sanitaria

L’11 giugno la Cisl Fns ha visitato i penitenziari di Lucera, San Severo e Foggia. Il segretario nazionale Mattia D’Ambrosio, il regionale Crescenzio Lumieri e il provinciale Michele Lanza hanno riscontrato non pochi problemi nel penitenziario del capoluogo dauno.

 

CARCERE LUCERA - La delegazione ha potuto accertare che la struttura, nonostante sia un vecchio convento adattato a carcere, risulta essere, comunque, adeguatamente attrezzata a gestire circa 240 detenuti ristretti. L’igiene è accettabile, ma carente dei servizi igienici presso le postazioni di lavoro.

Molti uffici, soprattutto quegli operativi, denunciano una limitazione di spazio. Nonostante questo, sotto il profilo funzionale e dell’immagine, sono tenuti in maniera decente.

Le scale d’ingresso ai reparti presentano dei limiti in termini di sicurezza in base alla normativa prevista dalla 626/94 e 81/2008.

Per quanto concerne il personale, si ritiene che lo stesso sia superiore al numero previsto dalla pianta organica nonostante l’anzianità superi i 30 anni di servizio o i 50 anni di età, condizione che crea notevoli problemi nella gestione e nella suddivisione dei carichi di lavoro.

Nella struttura risultano in organico sei unità di Polizia Penitenziaria femminile nonostante non ci sia un reparto detentivo femminile. Ovviamente questo personale è ben integrato nei servizi d’Istituto e garantisce le pari opportunità con il personale maschile.

Questo Istituto potrebbe essere considerato tra quelli da utilizzare per la realizzazione dei circuiti penitenziari dove applicare la sorveglianza dinamica avendo caratteristiche utili ad un trattamento penitenziario che permetta percorsi di reinserimento del detenuto.

 

CARCERE SAN SEVERO - La visita ha messo in evidenza che la struttura, nonostante risulti particolarmente vecchia, è ben tenuta in termini di condizioni igieniche pur alla luce dei tagli attuati.

Il personale è esiguo e per tale ragione si attua la sorveglianza dinamica paventata dal capo del dipartimento con la circolare del 30 maggio.

Le attuali iniziative  preannunciate dal governo che prevedono la chiusura di alcuni istituti penitenziari la cui ricettività risulti inferiore a cento unità,  potrebbe comportate la chiusura dell’istituto sanseverese.

Il progetto riferito alla sorveglianza dinamica potrebbe essere attuato proprio in questa struttura adeguando il circuito penitenziario con la selezione dei detenuti assegnati.

 

CARCERE FOGGIA -  La visita ha messo in evidenza il gravissimo disagio della Polizia Penitenziaria. La Casa Circondariale di Foggia contiene 750 detenuti a fronte dei 350 previsti dalla capienza tollerabile.  

Il rapporto tra personale e detenuti risulta essere meno di mezzo agente per ogni carcerato. Infatti  le  295  unità previste in organico sono suddivisi in  tre o quattro turni di servizio di cui  51 di questi sono assegnati al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti per le attività del Tribunale, trasferimenti, piantonamenti e visite ambulatoriali.

Una gravissima carenza di risorse umane è rilevata presso la sezione femminile. La situazione igienico-sanitaria della struttura è da ritenersi drammaticamente carente, soprattutto nei servizi igienici del block house e nel reparti denominati “transito ed isolamento”.

Durante i turni  pomeridiani e notturni, i 750 detenuti vengono gestiti da un numero di agenti che in alcuni casi è inferiore alla soglia minima di sicurezza.

Si denuncia con forza il mancato funzionamento del sistema di antiscavalcamento del muro di cinta,  nonostante  l’amministrazione penitenziaria e lo Stato abbiano investito somme ingenti per razionalizzare le unità di polizia penitenziaria. Altro grave problema è la mancanza di un reparto per la degenza di detenuti sottoposti a ricoveri, molti dei quali vengono eseguiti nei reparti ordinari.

La carenza di personale crea gravi disagi alla vita quotidiana dei poliziotti e delle  loro famiglie.  Le ore  di lavoro giornaliere superano i criteri contrattuali, determinando stress in aggiunta alle continue aggressioni subite. Molte sono le assenze degli agenti per malattia e convalescenza.  Si riscontrano crepe nei cornicioni e nei pilastri delle strutture dovute a probabili infiltrazioni.

 

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