Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Cibo migliore, riscaldamento e trasporto gratuito: ecco le richieste degli ospiti del Cara

Ma anche l’erogazione del pocket money e il riconoscimento della protezione internazionale. Incontro in Prefettura rimandato il 7 novembre. La cooperativa si sarebbe impegnata a migliorare la qualità del cibo

Il comitato dei ‘Lavoratori delle campagne’ e ‘Rete Campagne in Lotta’ esprimono solidarietà ai richiedenti asilo del Cara di Borgo Mezzanone, che nei giorni scorsi hanno manifestato per esprimere contrarietà e disappunto in merito alle condizioni in cui sono costretti a vivere all’interno di una struttura fatiscente e sovraffollata.

Queste le rivendicazioni mosse dai migranti ed evidenziate dai comitati della protesta avvenuta alla vigilia dell’arrivo a Foggia del vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri: “il riconoscimento della protezione internazionale a fronte di una percentuale di dinieghi sempre crescente, che condanna le persone allo sfruttamento selvaggio e alla miseria; la possibilità di cucinare loro stessi i pasti, vista la qualità pessima del cibo che ricevono; l’erogazione del pocket money a cui hanno diritto, e non di carte telefoniche come avviene al momento, peraltro di valore inferiore a quello che gli spetta; la garanzia di trasporto gratuito per recarsi a Foggia, come previsto dalla legge: al momento, ci sono soltanto quattro corse giornaliere per un solo autobus, per quasi duemila persone; il riscaldamento nei moduli abitativi, visto l'arrivo del freddo e le conseguenze sulla salute dei residenti.

All’incontro che si è svolto ieri tra una delegazione di richiedenti asilo e il direttore della struttura, non c’erano Prefettura, Questura e Commissione Territoriale per l’Asilo. L’appuntamento è stato rimandato al 7 novembre. La cooperativa si sarebbe impegnata a migliorare la qualità del cibo. “E' più di un anno ormai che chiediamo a Prefettura e Questura di Foggia un intervento che garantisca a tutti e tutte un'esistenza libera da sfruttamento, precarietà estrema e segregazione. Per questo motivo, viste le evidenti reticenze e la portata nazionale del problema, a novembre saremo a Roma per portare le nostre rivendicazioni al Ministero dell'Interno” fanno sapere i comitati.

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