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Martedì, 17 Maggio 2022

Violenze e minacce nei ghetti di Capitanata, la morsa dei caporali e l'appello alle aziende: "Fate uno sforzo"

Daniele Iacovelli (Flai Cgil) ha presentato un esposto in questura attraverso il quale denuncia l'esistenza di strutture piramidali all'interno degli insediamenti abusivi, che si occuperebbero della gestione dell'intermediazione del lavoro rispetto a molte aziende della provincia

Questa mattina Daniele Iacovelli, segretario generale della Flai Cgil Foggia, ha presentato un esposto negli uffici della questura di Foggia attraverso il quale il sindacalista - dopo aver raccolto le testimonianze di alcuni braccianti stranieri – denuncia l'esistenza di strutture piramidali all'interno degli insediamenti abusivi, che si occuperebbero della gestione dell'intermediazione del lavoro rispetto a molte aziende della provincia: "Sono luoghi esclusi dalle regole democratiche di uno Stato Civile".

All'interno dei ghetti ci sarebbero delle autoregolamentazioni, "sistemi di violenza, minaccia e in alcuni casi di estrema minaccia", tuona il sindacalista della Flai Cgil. Il riferimento è alla testimonianza di un migrante, picchiato mentre dormiva (continua a leggere).

Uno degli aspetti che indirettamente favorirebbe il caporalato, secondo Iacovelli, è che i centri per l'impiego non verrebbero messi in condizioni di far incontrare la domanda e l'offerta. "L'unico modo oggi di effettuare un reclutamento massiccio dei lavoratori è attraverso i caporali". Un meccanismo “molto antico" quello del caporalato, rispetto al quale però, sottolinea il segretario generale, "le aziende devono sforzarsi di trovare nuovi canali per reclutare lavoratori in piena sicurezza, trasparenza e legalità". In ultimo, aggiunge riprendendo le parole di un prefetto, "se questi luoghi esistono è perchè qualcuno lo vuole".

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