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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Foggia come Stornara, un campo nomadi su un terreno privato tra i rifiuti: i commissari ordinano la bonifica

L'area nel 2017 era stata sottoposta a sequestro dopo il rinvenimento di una discarica abusiva di rifiuti speciali andati a fuoco ripetutamente negli anni successivi

Una brace di fortuna, poco lontano dal ciglio della strada, riscalda una donna anziana seduta su una vecchia sedia di legno, che si sbraccia quando passa un'auto. Una bambina le gira intorno e c'è un posto accanto alla nonna anche per lei. Sono davanti a una roulotte malandata, in quello che resta di un accampamento, con le coperte appese da un albero all'altro, e accanto a una baracca coperta di legno. Pallet sgangherati, la rete di un letto e altri rifiuti sono abbandonati qua e là, quasi a tracciare una linea di confine su via del Mare a Foggia.

È un cosiddetto "insediamento informale", espressione che mutuando le parole usate due giorni fa a Foggia dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, probabilmente è stata scelta per "non irritare nessuno". Di accampamenti come questi, il governatore, da un paio di giorni, con l'aiuto dei prefetti, ha chiesto a tutti i sindaci della Puglia un censimento. E proprio in quelle ore da Palazzo di Città partiva un'ordinanza firmata dai componenti della commissione straordinaria Marilisa Magno e Sebastiano Giangrande che intima ai proprietari di alcuni terreni in via del Mare di bonificarli e fornire documentazione in merito alla presenza di famiglie in camper e roulotte.

L'area in questione, in località Posta la Volla, in passato, è balzata più volte agli onori delle cronache. A gennaio del 2017 era stato sottoposta a sequestro giudiziario dopo il rinvenimento da parte dei Carabinieri Forestali di una discarica abusiva di rifiuti speciali. In 500 metri quadrati circa trovarono ecoballe, rottami di ferro e altra spazzatura da classificare. I carabinieri erano arrivati dopo una serie di tentativi di incendio sospetti. Il proprietario era stato denunciato, ma a lui era stata affidata la custodia giudiziale. A luglio del 2018 si era sviluppato un grosso incendio e un anno dopo le fiamme avevano avvolto di nuovo i cumuli di rifiuti.

Già allora, a seguito degli accertamenti dell'Asl, era stata richiesta la bonifica dell'area e la rimozione dei cumuli di rifiuti ammassati. L'ex sindaco Franco Landella firmò un'ordinanza che vietava la commercializzazione dei prodotti alimentari provenienti da coltivazioni e aziende zootecniche nel raggio di 500 metri, fino all'avvenuta bonifica. Dall'ordinanza commissariale si apprende ora che con due note, a settembre del 2019 e un anno dopo, il Comando di Polizia Locale aveva sollecitato l'adozione di provvedimenti da parte dell'ente nei confronti dei proprietari dei fondi, finalizzati alla rimozione dei rifiuti e dei residui di combustione delle ecoballe e alla bonifica dei luoghi.

In quegli stessi terreni, a un centinaio di metri dalla biforcazione per Tavernola ma sempre sulla Sp 70, la Polizia Locale, a settembre di quest'anno, ha segnalato la presenza di un insediamento di 6 famiglie di origine bosniaca, in tutto 10 adulti e 22 minori che vivevano in camper e roulotte. Deve essere piuttosto recente, considerato che non se ne faceva menzione in nessun precedente provvedimento. Nella zona, dalla strada, si vedono solo una roulotte e una baracca ma a pochi metri, dietro la muratura, sembrano esserci dei moduli abitativi e camper.  

Il caso presenta una serie di analogie con quello di Stornara: un campo rom su un terreno di un privato, rifiuti e compromissione dello stato dei luoghi nota a livello istituzionale, almeno dal punto di vista ambientale, con reiterate segnalazioni della Polizia Municipale. Per scongiurare un'altra tragedia come quella costata la vita a due bambini, Birka e Christian, in linea con le sollecitazioni della Regione Puglia, la commissione ha fatto quello che era in suo potere: ha ordinato ai proprietari dei terreni di esibire idoneo titolo che legittimi la presenza e la permanenza delle famiglie, oltre alla rimozione dei rifiuti e dei residui di combustione delle ecoballe oggetto di incendi, e alla bonifica e al ripristino dello stato dei luoghi mediante ditta specializzata iscritta all'Albo dei Gestori Ambientali. I proprietari hanno 45 giorni di tempo.

Decorsi i termini concessi e una volta accertata da parte della Polizia Municipale l'inottemperanza alle disposizioni dell'ordinanza, il Comune di Foggia è pronto a procedere all'esecuzione in danno, rivalendosi poi sui destinatari del provvedimento. Nell'atto si precisa che le attività di bonifica per le aree sottoposte a sequestro devono essere espletate previa autorizzazione dell'Autorità Giudiziaria. L'ordinanza è stata trasmessa anche all'Asl per verificare le condizioni igienico-sanitarie del sito, a tutela della salute pubblica.

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