Cronaca Borgo Mezzanone

Una foresteria al posto del Cara: "Sarà ghetto gestito dalle istituzioni"

La nota critica: "Dietro questa parvenza di umanitarismo, nulla si fa per intaccare davvero quei meccanismi che portano alla ‘vergogna’ dello sfruttamento. Come si fa a svuotare una baraccopoli e a eliminare ‘il caporalato’ se non si regolarizzano i lavoratori?"

Immagine di repertorio

"Otto milioni di euro stanziati per ricreare, per l'ennesima volta, un campo di lavoro. E cioè un ghetto gestito direttamente dalle istituzioni, in questo caso dalla Regione Puglia".

Così 'Campagne in lotta' commenta il progetto ratificato ieri in Prefettura a Foggia, alla presenza del prefetto, del presidente della Provincia, di presidente e vice della Regione Puglia, del procuratore della Repubblica, e del capo Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno. "Milioni che si vanno ad aggiungere ai tanti spesi negli anni e nei decenni passati, in questo territorio così come in molti altri, con risultati che sono sotto gli occhi di chiunque li voglia vedere".

"'Contro il caporalato', 'per l'integrazione', questi sono da sempre i mantra di una politica impegnata a ripulirsi maldestramente la faccia davanti ad un elettorato distratto e istigato al razzismo, sia quello praticato a viso aperto o quello di stampo paternalista e umanitario, per cui è normale che un immigrato, specie se nero, viva in una tenda o in un container e sia privato della sua autonomia, sottoposto ad un regime di controllo 24h su 24, mentre le sue battaglie vengono ignorate", continua il gruppo.

"Esaltare il 'modello foggiano' di accoglienza degli stagionali, quello di Casa Sankara, significa proprio questo: se qualcuno si prendesse la briga di parlare con chi in quel posto ha vissuto si renderebbe conto di quanto poco accogliente venga ritenuto, tant'è che appena possibile viene abbandonato. Idem per quel che riguarda il 'campo Covid': come si può giustificare una misura di contenimento studiata ad hoc per una categoria sociale ritagliata sul criterio della cittadinanza, e quindi necessariamente razzista? Misura che peraltro arriva a più di un anno dall'inizio della pandemia, quando invece la prefettura parlava addirittura di sgombero della baraccopoli e degli 'abusivi' che dormono dentro al Centro per Richiedenti Asilo (sventato solo grazie ad una manifestazione auto-organizzata), quel centro che nei piani del governo dovrà essere riconvertito in foresteria".

"E dietro questa parvenza di umanitarismo, nulla si fa per intaccare davvero quei meccanismi che portano alla 'vergogna' dello sfruttamento: quel razzismo di cui sono impregnate le stesse leggi, che privano di accesso ai diritti di cittadinanza centinaia di migliaia di persone. Come si fa a svuotare una baraccopoli e a eliminare 'il caporalato' se non si regolarizzano i lavoratori? Quando si deciderà il governo a dare risposte chiare a chi da anni chiede documenti, case, contratti e trasporti, a maggior ragione dopo la truffa dell'ultima 'sanatoria'? Chi pensate di prendere in giro? Non di certo i lavoratori. Noi stiamo al loro fianco, e lotteremo fino a quando non sarà più possibile relegare le persone ad uno stato di inferiorità legalizzata", concludono.

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