Cadavere nel porto industriale di Manfredonia: è Massimiliano Gatta?

La salma recuperata nelle acque del porto industriale sipontino. Al momento non si esclude che possa trattarsi del pescatore 42enne, scomparso lo scorso 11 aprile durante una battuta di pesca solitaria

L'imbarcazione recuperata - FOTO D'AGOSTINO

Il corpo senza vita di un uomo è stato recuperato questa mattina, poco prima delle 6.30, nello specchio d'acqua del porto industriale di Manfredonia, alle porte del Gargano. Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione per la permanenza in acqua, era stato individuato da alcuni pescatori mentre galleggiava a pelo d’acqua; gli stessi poi hanno lanciato l’allarme alla Capitaneria di Porto sipontina.

Immediatamente, i militari diretti dal Capitano di Fregata Marcello Notaro hanno attivato le procedure per il recupero del cadavere. Al momento non è stato ancora possibile identificare la vittima, ma non si esclude che possa trattarsi del manfredoniano Massimiliano Gatta, il pescatore professionista di 42 anni scomparso alle 15.30 dell'11 aprile scorso, dopo essere uscito per una battuta di pesca a bordo della sua imbarcazione.

Il giorno dopo, fu ritrovato solo il suo peschereccio, una nave da pesca lunga 7,5 metri, che vagava senza nessuno a bordo - motori accesi e reti calate - a circa 800 metri dalla costa, nel tratto di mare tra il porto industriale e quello dell’ex Inside, in direzione Macchia. L'uomo era uscito in mare solo e, forse a causa di un malore o di un incidente, potrebbe essere caduto in acqua.

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Alle ricerche, in queste settimane, hanno partecipato i sommozzatori dei vigili del fuoco e la guardia costiera, insieme a tutte la altre forze di polizia. Solo l'autopsia potrà chiarire le cause della morte e confermare l'identità dell’uomo. La salma, infatti, è stata recuperata e condotta all’obitorio del cimitero di Manfredonia, a disposizione del magistrato di turno per le ulteriori indagini e per il riconoscimento.

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