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Il luogo del ritrovamento (Ph. R. D'Agostino)

Il luogo del ritrovamento (Ph. R. D'Agostino)

Donna ritrovata morta a Borgo Mezzanone: “Il silenzio delle Istituzioni favorisce degrado e violenza”

Campagne in Lotta e il Comitato Lavoratori delle Campagne intervengono a proposito del ritrovamento del cadavere di una donna nei pressi del Cara: “Basta violenza sulle donne”

Desta ancora tanta angoscia e indignazione la notizia del ritrovamento del cadavere semicarbonizzato di una donna nigeriana, ritrovata nei pressi del Cara di Borgo Mezzanone. L’episodio è avvenuto a pochi giorni di distanza dall’internamento nel Cie di Ponte Galeria di un’altra donna nigeriana, che da anni viveva a Borgo Mezzanone.

Sulla vicenda si esprimono gli esponenti di ‘Rete Campagne in lotta” e del Comitato Lavoratori delle campagne: “Si tratta di due casi emblematici della violenza che le donne sono costrette a subire per mano dell’apparato di controllo e repressione determinato dal regime dei confini: ricatti, sfruttamento, privazione della libertà sono il risultato di politiche che non permettono alle persone di avere riconosciute garanzie e tutele minime. Nonostante i proclami contro tratta, caporalato e ghetti, le istituzioni ignorano le richieste dei lavoratrici e lavoratori che abitano negli slum creati dallo stato: documenti, casa e lavoro a condizioni accettabili”.

Le Istituzioni dunque sarebbero sorde alle richieste degli abitanti della pista adiacente al cara e ai residenti del ghetto: “Da più di un anno chiedono risposte concrete e adeguate ad una situazione sempre più insostenibile. Sono le istituzioni, con il loro silenzio e con la repressione, a determinare il degrado e la violenza che caratterizzano questi luoghi. Nella scorsa settimana, due incendi hanno distrutto le baraccopoli del Gran Ghetto e di Tressanti, dove è morto un ragazzo di vent’anni, e un terzo la tendopoli di San Ferdinando (RC)”.

Concludono gli esponenti dei due movimenti: “A queste tragedie annunciate, le istituzioni rispondono esclusivamente con un aumento del controllo poliziesco. Non accettiamo che la violenza di cui sono responsabili, e in particolare quella che si accanisce sulle donne, venga strumentalizzata dalle stesse istituzioni per giustificare interventi repressivi che puniscono chi già paga il prezzo più alto per queste politiche. No alla violenza sulle donne, contro tutte le forme di sfruttamento e discriminazione”.

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