Buoni spesa Covid falsificati, blitz della GdF in una tipografia: due indagati a San Nicandro Garganico

Notificato un avviso di conclusione di indagini preliminari a due soggetti di San Nicandro Garganico, di 34 e 44 anni. Contestato, al momento, il reato di concorso in falsificazione di 'buoni spesa', contributo introdotto dal Governo in piena emergenza sanitaria per sostenere le famiglie più in difficoltà

Immagine di repertorio

Falsi buoni spesa in circolazione nel comune di San Nicandro Garganico, smantellato da carabinieri e guardia di finanza un collaudato sistema fraudolento. Due persone indagate dalla procura per la falsificazione in concorso dei ticket.

Nei giorni scorsi, i carabinieri ed i militari delle fiamme gialle hanno notificato un avviso di conclusione di indagini preliminari a due soggetti di San Nicandro Garganico: provvedimento emesso dalla procura di Foggia, che ha coordinato le indagini, con cui è stato contestato - allo stato - il reato di concorso di persone in falsificazione di 'buoni spesa', contributo introdotto dal Governo in piena emergenza sanitaria per sostenere le famiglie più in difficoltà (in possesso di prefissati requisiti) nell’acquisto dei beni di prima necessità ed erogati secondo diverse modalità da Comune a Comune.

Nello specifico, il Comune di San Nicandro Garganico ha optato per l’erogazione di buoni spesa cartacei, da spendere in esercizi commerciali individuati dalla stessa Amministrazione comunale. Lo scorso mese di maggio, un 34enne e un 44enne di San Nicandro Garganico, avrebbero - di fatto - messo in piedi, secondo la ricostruzione investigativa effettuata, un sistema di falsificazione dei buoni spesa cartacei, il primo istigando il secondo, marito della titolare di un noto centro stampa di San Nicandro Garganico.

L’esperienza della tipografia è stata messa al servizio dell’idea criminosa e con l’impiego di materiale tecnologico e di stampa specifico (cartoncini, carta olografica): partendo dalla scansione di un ticket spesa vero, sono state realizzate alcune decine di buoni spesa contraffatti, consegnati poi, dietro corrispettivo di denaro, al 34enne per la successiva illecita spendita. Il sofisticato sistema di falsificazione messo in atto ha previsto, nel dettaglio, l’utilizzo di un particolare software con cui dalla copia scansionata è stata rimossa la sottoscrizione e modificato il numero progressivo.

Sono stati circa 40 i buoni spesa contraffatti recuperati, che sarebbero stati messi in circolazione per l’uso negli esercizi commerciali individuati dal San Nicandro Garganico, ignari della truffa. Una perquisizione eseguita nel centro stampa da parte dei carabinieri e dei finanzieri ha permesso, con il sequestro della strumentazione tecnica utilizzata, di interrompere sostanzialmente il sistema criminale di falsificazione che, portato a pieno regime, avrebbe verosimilmente procurato significativi guadagni attraverso la vendita 'scontata' dei buoni spesa falsi.

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L’attività di investigazione svolta sinergicamente dai militari dell’Arma dei carabinieri e della guardia di finanza, coordinati dalla procura dauna nelle varie fasi di sviluppo, e che sarà poi eventualmente vagliata dall’autoriotà giudicante, ha così messo fine ad una pianificata azione delittuosa, in soli pochi altri casi in Italia individuata e smantellata con successo, a tutela della legalità commerciale ed anche della corretta circolazione di tali titoli di credito introdotti dal Governo a sostegno del cosiddetto 'sistema Paese' in questo delicato momento per l’economia del Paese, ma anche di grave tensione sociale.

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