Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Longo: “Mongelli querela per azzittire oppositori e nascondere problemi"

Agostinacchio: "Mongelli dovrebbe dare risposte politiche in aula, piuttosto che aprire controversie giudiziarie". Longo: "Sindaco vuole distrarre città dai suo problemi reali"

Un maldestro tentativo del sindaco Mongelli di mettere un bavaglio politico ai suoi oppositori". Così il consigliere comunale Bruno Longo definisce l'azione legale intrapresa nei suoi confronti dal primo cittadino e la scelta di comunicarla ai giornalisti tre giorni fa con una conferenza stampa allestita presso lo studio del suo legale, l'avvocato Michele Vaira, piuttosto che riservarla alla aule giudiziarie.

"Un modo per creare una cortina fumosa per distrarre la città dai suoi problemi reali" secondo Paolo Agostinacchio, anche lui oggi alla conferenza stampa "bis" convocata a Palazzo di Città da Longo in tutta fretta per replicare al sindaco.

L'ex sindaco di Foggia e consigliere de La Destra sposa la causa e accorre a supporto del suo ex assessore sia in qualità di "voce d'opposizione" (confermando ancora una volta la distanza con l'Udc e il Pdl che, invece, preferiscono tenersi fuori dalla diatriba politico-giudiziaria) che di avvocato e, dunque, di eventuale legale di Longo.

L'esponente di Prima Foggia, lo ricordiamo, si è reso autore negli ultimi tempi di duri manifesti di denuncia contro il sindaco e l'operato dell'attuale governo cittadino, collezionando non una, bensì quattro querele nei suoi confronti: due da parte del primo cittadino e una dall'assessore alle Politiche sociali Pasquale Pellegrino, accusato di presunti viaggi a spese dell'amministrazione; la quarta da parte del supermanager per la vertenza rifiuti Raphael Rossi, che poco avrebbe gradito le accuse di "consulenze d'oro" e di "assunzioni clientelari di figure politicizzate e poco competenti, che servono soltanto a garantire al sindaco di ingraziarsi Vendola" piovute dal consigliere  d'opposizione all'indomani dell'assunzione di Rossi al Comune di Foggia.

"Ci è stato presentato da Vendola in persona - ricorda Longo - ed è noto il rapporto politico di fiducia che intercorre tra sindaco e governatore, che lo ha nominato presidente della Fiera di Foggia" si difende il consigliere. Che ci tiene a precisare: "Le mie sono state denunce politiche, che ben si confanno al ruolo istituzionale che ricopro. Spiace che siano state considerate attacchi personali".

Perché di personale, puntualizza, non c'è assolutamente nulla. Resta confinata alla sfera politico-amministrativa anche l'accusa rivolta al sindaco di fare "i suoi sporchi affari di famiglia", quella più grave per Mongelli, dalla quale ha mosso la prima querela. Longo replica carte alla mano: la vicenda è quella dell'assegnazione dei suoli in zona 167 (bando Agostinacchio).

"E' vero - conferma Longo - il sindaco ha ceduto le sue quote poco prima dell'elezione a sindaco di Foggia. Ma ci sono delle questioni che vanno chiarite". E tira fuori una copia della convezione  del settore Urbanistica, a firma del dirigente Affatato, dalla quale risulterebbero assegnazioni di suoli alla ditta individuale "Mongelli Antonio (padre del sindaco) e "Edilemme srl" (fratello), mentre il Testo Unico  degli Enti locali (dall'art.61 c.1 bis a 63 c.1) parlerebbe chiaro, allargando le situazioni di incompatibilità fino al secondo grado di parentela.

"Mongelli dovrebbe dare risposte politiche, in aula, piuttosto che aprire controversie giudiziarie" tuona Agostinacchio, che torna ad evidenziare "il silenzio assordante dell'amministrazione sulla vicenda Amica" (la fallita azienda di igiene urbana, al centro di un drammatico vortice giudiziario).  E a pretendere, l'ex sindaco di Foggia, risposte sulle inquietanti parole dei giudici fallimentari, laddove lascerebbero emergere un comportamento dell'amministrazione tale da aver quasi "agevolato" il fallimento dell'azienda.

 

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