Condannato a risarcire 550mila euro a ditta, Longo tuona: “Non sapevo nulla”

Bruno Longo afferma di non sapere del processo che lo ha condannato al risarcimento alla General Costruzioni Srl per fatti che risalgono all'era Agostinacchio e punta il dito contro il sindaco e la sua giunta

Dovrà risarcire oltre 550 mila euro alla General Costruzioni srl per il servizio di espurgo, trasporto e trattazioni di liquami effettuato dalla ditta a Borgo Mezzanone e al centro commerciale Incoronata dal 2001 al 2003, quando Bruno Longo ricopriva l’incarico di assessore ai Lavori Pubblici con Agostinacchio sindaco della città.

Lo ha stabilito la prima sezione del Tribunale civile di Foggia, con sentenza del Giudice Danilo Chieca. Assolti l’ingegnere capo Fernando Biagini, il responsabile del servizio economico e finanziario Carlo Di Cesare e il funzionario del Comune Armando Maria Tusino.

Anche la ditta è stata condannata al risarcimento per le spese processuali nei confronti del Comune, accusato di indebito arricchimento, degli stessi Biagini, Di Cesare e Tusino per una somma complessiva pari a 37mila e 500 euro.

LA NOTA DEL CONSIGLIERE COMUNALE BRUNO LONGO

Trovo assurdo ed aberrante che un cittadino, in uno stato civile democratico e libero, non sappia di essere coinvolto in un  processo e che quindi non abbia avuto la possibilità di difendersi in giudizio, di nominarsi un avvocato, dal momento in cui mai nessuno ha notificato al sottoscritto l’esistenza di una causa civile.

Proprio per questo motivo il sindaco Mongelli, in rappresentanza del comune di Foggia, difeso dall’avv. Drogonetti e dall’avv. Puzio ed i signori dr Carlo Di Cesare ed ing. Fernando Biagini, hanno avuto facilissima partita nello scaricare sul sottoscritto inesistenti responsabilità, perché in circa dieci anni di giudizio al sottoscritto non è stata data la possibilità di nominarsi un difensore e di sapere cosa avvenisse nel dibattimento.

Risulta sleale e vergognoso che gli avvocati del comune, Drogonetti e. Puzio, pur conoscendo la circostanza in quanto consigliere comunale con frequenti rapporti istituzionali, non abbiano, deontologicamente, mai avvisato il sottoscritto di un coinvolgimento in un processo civile in corso.

E’ veramente vergognoso e immorale il fatto che, pur trattandosi di un processo civile, peraltro,in corso, essendosi celebrato solo il primo grado di giudizio, da parte di ambienti dell’amministrazione comunale si siano inondate le redazioni di copia delle sentenza, nel ridicolo tentativo politico di danneggiare l’immagine di un consigliere comunale che fa il suo dovere.

Il tutto sembra essere riconducibile, ovviamente, alla dura battaglia di opposizione che il sottoscritto sta sostenendo nei confronti delle illegalità ed illegittimità degli atti amministrativi della giunta guidata dal sindaco Mongelli e per altro verso la lotta che si sta sostenendo per l’abolizione della “Avvocatura del Comune” che frutta anche ai succitati avv. Puzio e Dragonetti spropositate somme aggiuntive ai già lauti stipendi valutabili in centinaia di migliaia di euro l’anno.

A sostegno dell’assenza totale di responsabilità  nella vergognosa vicenda, anche la ditta alla quale il Comune non ha corrisposto le dovute spettanze, opporrà insieme al sottoscritto appello avverso la sentenza, per illecito arricchimento del Comune e per chiarire le responsabilità dei dirigenti comunali.

Il sottoscritto, già nella giornata odierna, ha incaricato l’avv. Antonio Ciarambino di proporre appello alla sentenza di primo grado, dove finalmente assistito da un legale, fornito di valide prove e di corretta documentazione, si potranno smantellare le assurde ed inconsistenti argomentazioni dei legali del comune e dei dirigenti comunali, giocando finalmente ad armi pari, per il ripristino della verità dei fatti.

I risibili tentativi estorsivi e puerilmente vendicativi di chi utilizza l’apparato amministrativo per fini politici e distorti, non scalfiscono e non scalfiranno l’incrollabile fede del sottoscritto nell’opera di moralizzazione della pubblica amministrazione, gravemente compromessa da dirigenti incapaci e da una politica approssimativa e fallimentare..

 

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