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Immagine di un inceneritore

Immagine di un inceneritore

Inceneritore Borgo Tressanti, Sollazzo: “Amministratori vogliono nostra morte”

Il giorno dopo la manifestazione contro l'inceneritore Eta del gruppo Marcegaglia, svoltasi a Borgo Tressanti, è amaro il commento di Michele Sollazzo, portavoce del Comitato contro gli inceneritori di Foggia

Non chiedevamo fossero prese improbabili decisioni immediate, ma per lo meno la loro partecipazione. Un modo per dire: ‘Guardateci, siamo dalla vostra parte’. Ed invece i sindaci della Capitanata, l’assessore all’Ambiente Stefano Pecorella, il Presidente stesso di Palazzo Dogana, Antonio Pepe, non c’erano e non hanno neppure mai messo in conto la possibilità di esserci portando in scena l’ennesimo atto di codardia di fronte ai poteri forti. E questo, per farla breve, ci lascia pensare che, per loro, la nostra morte per inquinamento è un fatto assodato e, soprattutto, tanto amaro in bocca”. Il giorno dopo la manifestazione contro l’inceneritore Eta del gruppo Marcegaglia, svoltasi a Borgo Tressanti, Michele Sollazzo, portavoce del Comitato contro gli inceneritori di Foggia, commenta così.

I posizionamenti ufficiali sono appannaggio del Comitato provinciale, ma noi non possiamo che dirci delusi da quanti, in privato, remano in un senso e, in pubblico, quando c’è da combattere, tirano indietro la mano per non assumersi responsabilità”, continua Sollazzo riferendosi agli amministratori di Capitanata.

Una stoccata, però, anche nei confronti delle popolazioni. Fuori dell’impianto, infatti, al massimo sono giunti 300 partecipanti. “Una questione tanto delicata e così poca gente? Non vorrei che tutto l’impegno possibile, la gente di Capitanata, notoriamente terra di grandi combattenti, la impegni in combattimenti virtuali con una tastiera. Va bene face book, va bene la comunicazione. Ma le lotte si sostengono sul campo, tutto il resto sono chiacchiere”.

Tanto più, ricorda Sollazzo, perché “la mobilitazione non è che all’inizio. Da parte a parte della Capitanata sono in costruzione impianti come fabbriche di morte, che uccideranno, una volte per tutte, una terra che deve fare dell’agricoltura e del turismo le ragioni economiche principi”.

Un pensiero anche al futuro. “Un plauso va ai ragazzi del Comitato di Cerignola, sempre presenti in massa con impeccabile dedizione alla causa e con impegno costante, agli amici di Zapponeta e a quelli di Lavello. Con loro, anche da Foggia continueremo la battaglia. Per vincerla”.

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