Imprenditori oltre la crisi, a Foggia arrivano le “bomboniere viventi”

"Crystal world", così si chiamano: composizioni in cristallo con all'interno la "vita". lo showpoint di Francesco Coda sito in Corso del Mezzogiorno è un pullulare di colori e natura

Le bomboniere viventi

La crisi, come dicono gli esperti, aguzza l’ingegno. E’ questo uno dei pochi effetti positivi del guizzo dello spread, del requiem cantato dalle agenzie di rating, della sfiducia dei mercati, delle politiche di rigore.

Piccoli imprenditori nascono o si reinventano. Spuntano nuove professioni, che mirano a solleticare la curiosità di una clientela la cui parola d’ordine è ormai diventata “cautela”.

Secondo un’elaborazione della Camera di Commercio di Monza e Brianza, da settembre  2008 ( mese del fallimento di Lehman Brothers) ad oggi in Italia sono state aperte circa 120mila imprese individuali. Titolari sono soprattutto gli over 50enni.

Dalla chiromante al “compro oro”, dall’operaio licenziato che punta sull’erotismo con l’apertura di un sexy-shop fino al venditore di “bomboniere viventi”. Sì, esatto: bomboniere viventi. Accade a Foggia.

Francesco Coda, 45 anni, ne parla in maniera entusiasta. “Crystal world, così si chiamano: composizioni in cristallo con all’interno la “vita”. Dai pesciolini esotici a particolarissime piante acquatiche: lo showpoint sito in Corso del Mezzogiorno è un pullulare di colori e natura.

Ci sono i kokedama giapponesi, piantine al’interno di perle di muschio, a creare un particolarissimo effetto zen; i cactus world, piantine grasse contenuti in lucenti cristalli; le tillandsia, ovvero piante dell’aria in grado di fungere da antismog ed antifumo e di “ripulire” l’ambiente da onde elettromagnetiche provenienti da cellulari, pc, televisori. E ancora, centrotavola esotici e “biotopi geografici dal mondo”, ovvero composizioni più grandi che ricreano fedelmente angoli di natura appartenenti ad un’area geografica precisa. 

L’esperienza della bomboniera vivente matura a settembre scorso. Prezzi? “Per ogni tasca”, assicura Francesco Coda: dai 5 euro ai 50 euro, per i più esigenti.

Ci rendiamo conto che è ancora un mercato di nicchia, ma stiamo cercando di pubblicizzarci” spiega Francesco a Foggiatoday. “Le richieste arrivano, piano piano. Perché è questione anche culturale: preferire al classico oggettino in porcellana un angolo zen o un kokedama giapponese significa orientare l’acquisto del consumatore, guidarlo verso un differente modo di pensare e di scegliere, modificarne i gusti. Oltre ad essere indicatore dell’amore degli sposi o del festeggiato di turno verso la natura”.  

Insomma, non solo una sfida economico-professionale ai tempi della crisi. Ma una vera e propria missione educativa, alla scoperta, perché no, di valori perduti o mai conosciuti.

 

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