La città si mobilita contro le bombe, lo sfogo del titolare del Bibop Fashion

Foggia scenderà in piazza nelle giornate di sabato e domenica. Luigi: "Comprare nei negozi gestiti da persone brave ed oneste"

Il Bibop il giorno dopo la bomba

Per dire “no” alle bombe, ad ogni forma di racket e per rispondere al terrore che la criminalità intende seminare nella città di Foggia, ci saranno ben due manifestazioni e non una. Il primo corteo, organizzato dall’associazione Libera e dall’Università di Foggia, si svolgerà sabato pomeriggio. Il secondo sit-in, organizzato dai cittadini in collaborazione con il Gadd, si terrà domenica mattina.

Un doppio appuntamento che sul web ha scatenato un dibattito sul perché non unire forze, sforzi e organizzare un’unica grande manifestazione. Polemiche che ci spingono oltremodo a credere davvero che questa querelle nasca dalla voglia e dal sentimento di voler riprendersi la città, e che oltretutto, two è sempre meglio che one.

FOGGIA, UN ANNO DI BOMBE

Sabato e domenica le istituzioni e le forze dell’ordine saranno chiamate a raccogliere il grido d’allarme che viene dal basso. I cittadini, invece, il monito lanciato da Luigi, proprietario del Bibop Fashion, l’ultimo locale in ordine cronologico colpito da una bomba, il quale sostiene espressamente che la vittoria della legalità contro la criminalità debba passare dal desiderio forte e dalla volontà di  sconfiggere il male e dalla capacità di ciascuno di saper riconoscere una brava persona.

ECCO COME METTEVANO LE BOMBE

Il titolare del negozio di viale XXIV maggio è chiaro quando sostiene che bisognerebbe comprare e acquistare in quelle attività gestite da titolari riconosciuti come brave ed oneste persone, perché – aggiunge  - “Se i nostri soldi vanno in mani sbagliate, con il ricavato ci comprano la droga da vendere ai nostri figli, la pistola con cui chiederci il pizzo o farci la rapina”. Luigi non alcuna intenzione di fermarsi. Andrà avanti per se stesso e soprattutto per Antonella, amica e socia del Bibop.

Sul doppio appuntamento di sabato e di domenica, il commerciante 31enne non ha dubbi: “Quando la gente si riunisce è sempre positivo. Le "bombe" creano danni, ma riscuotono gli animi, la gente. Il problema è che le manifestazioni durano poche ore. Bisogna educare il cittadino a vedere il vero volto di questo male”.

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