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Bombe "segnale di debolezza della mafia". Grasso: "L'attentato è marketing, pochi gli imprenditori che si ribellano"

Le dichiarazioni di Tano Grasso a Foggiatoday intervenuto oggi all'Università di Foggia

La mafia foggiana è stata messa in seria difficoltà, ma c'è ancora molta omertà, tant'è che gli imprenditori foggiani che si sono ribellati al racket delle estorsioni, rappresentano ancora una minoranza. "Un fenomeno marginale da un punto di vista quantitativo" spiega ai microfoni di FoggiaToday, Tano Grasso.

L'imprenditore di Capo d'Orlando, neo titolare di un intercorso universitario su 'Letteratura e Mafia', prova ad analizzare il fenomeno delle bombe di questi giorni, escludendo un legame con l'annuncio della costituzione dell'associazione antiracket 'Luigi e Aurelio Luciani' che verrà presentata lunedì 17 gennaio. "Tenderei ad escluderlo, sicuramente possono essere un segnale rispetto all'azione di contrasto".

Secondo Grasso bisognerebbe ragionare con la testa del mafioso, "Sprigiono violenza quando ho bisogno di fare marketing, l'attentato è marketing, è uno spot pubblicitario della mafia, che con le bombe comunicano con gli operatori economici. Questi attentati possono essere un segno di debolezza e difficoltà della criminalità" (leggi qui il pezzo completo).

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