A Foggia "aria mediorientale fin troppo pesante". Don Aniello Manganiello: "La parola passi allo Stato"

Il commento sulla situazione che sta vivendo Foggia del fondatore e presidente dell'associazione 'Ultimi'

Don Aniello Manganiello, fondatore e presidente dell'associazione 'Ultimi contro le mafie e per la legalità', commenta, attraverso il vicepresidente Pietro Paolo Mascione, gli ultimi gravi accadimenti verificatisi a Foggia e in Provincia dalla notte di Capodanno fino a ieri sera, quando in via Alfonso I D'Aragona ignoti hanno piazzato e fatto esplodere un ordigno sotto alla Range Rover di Cristian Vigilante, direttore del personale della R.S.S.A. 'Il Sorriso'.

"La città di Foggia e la sua provincia stanno battendo tutti i record, un omicidio ed il primo giorno dell'anno si va già a +1 , con auto che deflagrano in giorni di festa. Cosa ancora per Foggia nel prossimo futuro? Un'escalation che fa molto preoccupare soprattutto chi, nella quotidianità, ancora, nonostante tutto, mantiene una saracinesca aperta.

Quest'aria  mediorientale è diventata fin troppo pesante. La gente non frequenta più Foggia, perché Foggia è sentirsi braccato da qualcosa e da qualcuno e la ricaduta economica significherà, inevitabilmente, perdite economiche rilevanti, perché se andare in una città significa rischiare, allora in tanti preferiscono restare a casa. 

Allora la parola passi alla società, quella con la maglia dal colore ben definito, che non sia mai grigia uniforme di chi gioca su tutti i tavoli. Bene lo Stato, benissimo la Chiesa con i propri interventi marcati e decisi e male la società civile narcotizzata ed assuefatta a criminali logiche di vita.

Inoltre Foggia è dotata di formazioni sane che interpellarono proprio l'associazione Ultimi, attraverso il responsabile cittadino Pierluigi Zarra, e in tre giorni riuscimmo,insieme, a raccogliere ben ottomila firme per l'instaurazione  di una sezione distaccata della DIA. Un consenso che espressi con forza per questa città a cui mi lega una forte amicizia da più di un decennio. La parola passi soprattutto a chi detiene il compito di ripristinare la sicurezza, allo Stato"

Don Aniello conclude interrogando quella sana società civile che ancora ama il proprio  territorio, "quella coraggiosa che due anni fa sfilò tra le vie della città per dire no al racket, quell'evento che mi lasciò costernato per la scarsa partecipazione. Quella che non si piega. Quella che oggi chiede certezza ed appoggio attraverso il massimo impegno da parte dello Stato".

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