Cronaca Centro - Stazione / Viale XXIV Maggio

Foggia sfida la mafia, contro le bombe esplode la rivolta silenziosa

In 800 alla manifestazione promossa da Libera e Unifg. In testa al corteo la dichiarazione di intenti: "Il rumore della reazione, più forte dell'esplosione"

Corteo 24 novembre 2012

Non guardate, partecipate!”. Un invito, un dito puntato sulle coscienze di ognuno, intonato all’unisono dai tanti ragazzi che, ieri sera, hanno partecipato al corteo contro il racket promosso e organizzato dal presidio foggiano di Libera e dall’Università di Foggia, ma presto condiviso, tra gli altri, dalle istituzioni locali, dalle associazioni studentesche, dalle associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, e dalla Fondazione antiusura Buon Samaritano.

Questa volta l’invito a partecipare non è caduto nel vuoto. Questa volta la coscienza collettiva della città ha deciso di rendersi manifesta stringendosi attorno alle vittime degli attentanti dinamitardi che negli ultimi mesi hanno ferito la città, sfregiandone il volto e mettendone in ginocchio l’economia locale. C’erano almeno 800 persone ieri sera in strada: tanti ragazzi, tante donne e uomini. Tutti insieme per creare un fronte comune e trovare il coraggio per opporsi ad ogni forma di violenza e criminalità.

Il serpentone si è creato ai piedi del Comune, in corso Garibaldi, per poi attraversare gran parte del centro cittadino. 300 persone o poco più hanno aperto la manifestazione, un numero destinato a raddoppiare e ancora a crescere durante il percorso. Una specie di via crucis laica: il tragitto pensato per la manifestazione ha previsto alcune tappe e passaggi obbligati – come via Fania, Corso Giannone e infine viale XXIV maggio - dove fermarsi per un momento di riflessione e raccoglimento dinanzi a quelle macerie elette a luoghi-simbolo della lotta al racket in città.

A “contenere” i manifestanti, un lungo striscione, o meglio, una convinzione forte, una sorta di dichiarazione condivisa di intenti: “Il rumore della reazione, più forte dell’esplosione”. Qualche fila oltre – insieme al rettore dell’ateneo dauno, Giuliano Volpe e a Daniela Marcone di Libera, al sindaco Gianni Mongelli e al presidente della Provincia Antonio Pepe – sei sagome bianche, anonime. Ognuna di esse simboleggiava un attentato esplosivo facendo tornare presto alla memoria di tutti una terribile sequenza di esplosioni: 31 ottobre 2011 in via Pertini, 16 aprile in corso Giannone, 26 aprile in via Crispi, 11 ottobre al mercato di via Pinto, 9 novembre in via Fania e, da ultimo, quello del 22 novembre sul viale della stazione.

Al passaggio delle sagome, in segno di rispetto, i commercianti della zona – o almeno quelli più sensibili - hanno spento le luci delle vetrine e delle insegne o hanno abbassato le serrande delle attività. “Perché colpendo uno di noi, hanno colpito tutti”, spiegano. L’ultima tappa, prima di rompere le righe e chiudere la manifestazione, è stata quella dinanzi al negozio “Bibop Fashion”, completamente distrutto la notte tra mercoledì e giovedì scorsi. La titolare dell’attività, Antonella Franco, non ha potuto fare altro che ringraziare la città per la vicinanza dimostrata in questa occasione, mentre Lucia La Torre della Confcommercio di Foggia ha annunciato che “verrà fatto tutto il possibile affinché il negozio possa riaprire entro Natale. Tutti noi faremo almeno un acquisto nel nuovo Bibop”.

“Quello lanciato questa sera è un segnale importante – ha detto, infine, in chiusura Daniela Marcone di Libera - Foggia è finalmente pronta a reagire”. “Oggi la Foggia migliore, una rappresentanza della maggioranza dei cittadini che vogliono sconfiggere la mafia e il racket, che vogliono uscire dalla paura e dalla rassegnazione è uscita allo scoperto”, ha spiegato, invece, il rettore Giuliano Volpe affidando il suo pensiero alla sua pagina Fb. “Ora bisogna continuare, senza tregua in questa battaglia per la libertà e la legalità”.

 

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