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Freddie, il pianista tra le macerie che aiutò una Foggia ferita a rialzarsi dopo i bombardamenti del 22 luglio '43

Il figlio, Riccardo Garofalo, ricorda a Foggiatoday la grande impresa del padre, Rico Garofalo. "Capì che la musica poteva risollevare gli animi affranti dall'orrore della guerra". La nascita della Parker's Boys e l'incontro con Arbore

Rico Garofalo, ‘Freddie’ per gli americani, era un giovane promettente musicista quel 22 luglio 1943, quando su Foggia cominciò una pioggia di bombardamenti che la devastò, nel ‘volto’ e nell’intimo. La storia di ‘Freddie’ – ricordata oggi su queste colonne dal figlio Riccardo- inizia verso la fine del settembre del ’43 quando le truppe anglo americane, dopo aver occupato Foggia, avevano bisogno della collaborazione della popolazione per iniziare un’ opera di ricostruzione sociale. Ma la paura, la diffidenza e lo scoraggiamento  rendevano le cose alquanto difficili. “Qualcuno però aveva voglia di reagire – scrive Riccardo Garofalo- e così mio padre, il maestro Rico Garofalo, ‘Freddie’ per gli americani, un giovane e promettente musicista, decise di suonare tra le macerie dei bombardamenti  per risollevare gli animi affranti della gente stremata dagli orrori della guerra”.

Freddie, talentuoso pianista,  aveva intuito che la sua musica penetrava nei cuori feriti e sofferenti di chi aveva perso tutto, risollevando e infondendo una carica straordinaria per ricominciare a vivere e ricostruire un futuro migliore. Gli americani, che apprezzavano il suo sound, lo soprannominarono “Freddie, the little Gershwin”. Cominciarono a fioccare proposte di trasferimento in California per una brillante carriera.  Grazie a ‘Freddie’ la città  trasse benefici impensabili, come titolava  lo stralcio di un giornale dell’epoca: “La musica che ha risollevato Foggia”.

Fu così che  Rico Garofalo  con altri musicisti della città (Alfredo Amatruda, Romolo Russo, Angelo Marsico, Clemente Santangelo, Nino Garofalo e poi altri)  fondò la mitica orchestra Parker’s Boys che ripercorreva lo stile americano in voga in quel momento come lo Swing, il Jazz e il boogie woogie, che fecero conoscere a tutta l’Italia.

“Tanti desideravano far parte dell’ orchestra Parkers’s Boys fino a quando un giorno dal maestro Rico Garofalo si  presentò un giovane ragazzo che voleva imparare la musica, desideroso di far parte dell’orchestra. Un certo Renzo Arbore” ricorda ancora Riccardo Garofalo, che aggiunge: “Molti sono gli aneddoti che si possono raccontare su Renzo Arbore e Rico Garofalo, suo primo maestro, iniziando dalla prima canzone che imparò, la felicità di quando la eseguì, fino a far parte dell’Orchestra Parker’s Boys dove Arbore si esibiva come clarinettista e cantante”.

“Per non dimenticare quei giorni tremendi dei bombardamenti, le vittime ed i patimenti subiti dalla nostra città,  un ringraziamento a tutti coloro che il qualche modo offrirono il loro contributo per dare alla nostra città un futuro migliore. Grazie a queste persone Foggia seppe rialzarsi” conclude Riccardo.

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