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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

"Classe politica solidale a famiglia cinese: un'indecente sceneggiata"

Lo affermano in una nota il Nuovo Ordine Nazionale e Forza Nuova: "Volgare strumentalizzazione dell'accaduto"

Comunicato Stampa | "Il Nuovo Ordine Nazionale e Forza Nuova pur condannando fermamente l’attentato compiuto ai danni del negozio cinese di via Faina a Foggia, rimangono quanto meno sorpresi dal pronto intervento solidale che pare sia scattato all’unisono in tutta la città a sostegno dei suoi proprietari stranieri. Ci chiediamo se davvero i nostri concittadini non si siano mai resi conto, prima d’ora, del fatto che il racket avesse già colpito, negli anni passati, numerosi esercizi condotto dai cittadini foggiani, (sempre ammesso che l’attuale attentato sia opera del racket nostrano e non di qualche faida circoscritta nell’ambiente cinese).

Ci sorprende questo elettrizzante ridestarsi di coscienze fino ad oggi sopite e disinteressate. Ci sbalordisce questo esagitato prodigarsi verso le ultime vittime che, probabilmente, godono dell’attenzione di una cittadina intera più per loro appartenenza etnica che per il riprovevole crimine commesso.

Quello che invece disprezziamo indignati è la volgare strumentalizzazione dell’accaduto da parte di certi personaggi politici locali che pare abbiano perso del tutto il senso della misura. Di fronte ai numerosi casi di estorsione compiuti a danno dei loro concittadini di origine italiana, i politici che oggi mostrano la propria solidarietà verso la famiglia cinese colpita dall’atto criminale, non hanno mosso un dito e non hanno sprecato una sola parola. Ora, invece, sgomitano tra loro per essere i primi a mostrarsi  in opere di solidarietà sociale.

Un’indecente sceneggiata che mostra, ancora una volta, la pochezza di questa classe politica, capace di scattare solo quando c’e’ da accaparrarsi gli spazi sulle pagine dei giornali e i momenti  di gloria televisiva, ma totalmente disinteressata quando le stesse problematiche sociali non sono portatrici di audience.

Il disprezzo e l’indignazione diventano poi rabbia quando si nota che nessuno di questi approfittatori dai colletti bianchi ha sprecato una sola parola di conforto per chi, insieme ai cinesi, è stato colpito dall’attentato. Difatti, proprio affianco al negozio preso di mira, è situato un altro esercizio commerciale il cui proprietario è stato uno dei primi a denunciare il giro di racket foggiano del quale era stato anch’egli vittima. Ma il fatto che non fosse cinese, o arabo o di chissà quale altra nazione extraeuropea, non avrebbe garantito il tanto ricercato  ritorno d’immagine.

Di conseguenza, per costui, non c’e’ stata nessuna scatola dove lasciare un centesimo in segno di solidarietà e riconoscenza, ma solo il solito silenzio di comodo. Ci piacerebbe sapere, a proposito della tanto decantata “totale integrazione” cinese, se i politici e gli imbrattatori della carta stampata sono a conoscenza del fatto che quasi tutti i prodotti venduti dalla comunità cinese arrivano dalla Cina, che i soldi incassati vengono spediti in Cina e che la comunità in questione vive nelle proprie tradizioni, isolata dal contesto del tessuto sociale italiano.

E infine, c’è  stato qualcuno tra i colletti bianchi, i giornalisti, i frenetici solidali che ha mai visto un solo funerale cinese? Probabilmente no. Forse la loro integrazione è stata tale da rendersi persino immortali!".

 

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