Comune e Prefettura non fanno paura: la mafia porta le bombe alle loro porte

Ieri sera la seconda bomba in due giorni davanti ai locali chiusi dell'ex pizzeria 'F.lli La Bufala', vicino a Palazzo di Città e alla Prefettura.

Polizia e Carabinieri sul luogo dell'esplosione

La criminalità sfida tutti e non teme di essere ripresa, scoperta, rintracciata. La bomba esplosa davanti ai locali dell’ex pizzeria ‘F.lli La Bufala’ conferma il guanto di sfida lanciato dalla malavita alla comunità e ai rappresentanti del governo, a chi si oppone - a parole o con i fatti - al racket delle estorsioni; a chi compie il coraggioso tentativo di convincere i commercianti a reagire, a ribellarsi. A una città fragile, rassegnata al rumore dei boati, impotente, sempre più sola e frastornata.

La dura telefonata del consigliere comunale Giuseppe Mainiero al Prefetto (per Rauseo “una reazione sconsiderata…”), è il segnale evidente del disagio e dell’isolamento che si percepisce persino tra le istituzioni. E resta più di un dubbio sull’attentato dinamitardo di ieri sera; sì, perché i locali dell’ex pizzeria, chiusa da mesi ma in via d’apertura sotto un’altra veste, potrebbero esser stati utilizzati come strumento per lanciare un segnale al governo cittadino, essendo Palazzo di Città e la Prefettura distanti pochi metri dal luogo dell’esplosione.

Motivo, anche questo, che ha spinto il presidente del Consiglio, Luigi Miranda, a convocare d’urgenza la conferenza dei capigruppo al fine di concordare – suggerendo la data di domani - una riunione monotematica dell’assise su ‘Sicurezza e Criminalità’. Richiesta che avrebbe incassato già l’ok del segretario cittadino del Partito Democratico, che ha sottolineato: “Pensare che siamo di fronte ad episodi isolati che riguardano solo le sfortunate vittime sarebbe un grave errore: bisogna invece alzare il livello di guardia, sollecitare la condivisione e la partecipazione di tutta la comunità cittadina per garantire la vivibilità e la sicurezza collettiva".

A meno di 48 ore dall’attentato avvenuto in pieno giorno in viale Michelangelo - e sei ore dopo la conferenza stampa dell’associazione antiracket ‘Giovanni Panunzio - sotto i colpi dei bombaroli sono finiti i locali vuoti e in via di ristrutturazione di Corso Garibaldi. Un avvertimento, ma a chi? Il timore che nelle prossime ore si assista a fenomeni analoghi, purtroppo resta. Massima allerta, quindi, rispetto a una escalation di attentati che sembra ripercorrere il caldo novembre di due anni fa.

Per questo Franco Landella, accompagnato dai capigruppo consiliari, è in Prefettura, dov'è in corso un vertice con Latella: “L’escalation di attentati dinamitardi delle ultime ore allarma e preoccupa Questo è il momento dell’unità istituzionale contro il pericoloso riemergere di una violenza criminale senza precedenti” afferma il primo cittadino.

I recenti arresti dei boss Moretti-Pellegrino dimostrano l’esistenza e la vicinanza dello Stato, ma probabilmente, come sostiene il presidente della ‘Fondazione Buon Samaritano’ Pippo Cavaliere, parafrasando Borsellino, “la lotta alla criminalità non può ridursi ad una semplice azione repressiva, ma dev’essere essenzialmente un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, principalmente le nuove generazioni, le più idonee a percepire la bellezza ed il fresco profumo della libertà ed a rifiutare il puzzo del compromesso morale e dell'indifferenza".

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