Panico in via Cimabue, esplodono bombe carta: vendetta contro la famiglia Volpe?

Due ordigni rudimentali fatti esplodere ai piedi dell'abitazione di Giuseppe Volpe, il 27enne arrestato la scorsa settimana perché accusato dell'omicidio di Giuseppe Bonaventura. Indagano i carabinieri

Attimi di panico, la scorsa notte, in via Cimabue, a San Severo, dove due ordigni rudimentali, due bombe carta, sono stati fatti esplodere ai piedi dell'abitazione di Giuseppe Volpe, il 27enne arrestato la scorsa settimana perché accusato dell’omicidio di Giuseppe Bonaventura, ucciso lo scorso 20 settembre.

La deflagrazione è stata violentissima e ha ridestato nel sonno gli abitanti dell’intero quartiere. Danneggiato l’ingresso della palazzina e alcune autovetture parcheggiate nelle immediate vicinanze. Al momento dell'esplosione, avvenuta poco prima delle tre, all'interno dell'abitazione pare vi fosse solo il padre del 27enne (al momento ristretto in carcere).

Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Foggia e della compagnia di San Severo che, al momento, considerano il fatto come una risposta, una sorta di ‘vendetta’, nei confronti della famiglia Volpe. I militari stanno anche verificando la presenza di telecamere in zona. Da alcune indiscrezioni, pare che poco prima della deflagrazione, si sia soffermato in zona un motociclo Yamaha con a bordo due persone.

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