Blitz in un capannone di via Manfredonia: qui venivano “cannibalizzate” le auto rubate

Le volanti hanno scoperto la centrale del riciclaggio delle auto rubate alla periferia di Foggia. Due persone sono state deferite, il proprietario e un 48enne di Cerignola

L'auto smontata

Le volanti di Foggia, coordinate dal dirigente e vicequestore aggiunto, Pasquale Fratepietro, hanno scoperto ha scoperto un centro di raccolta, riciclaggio e ricettazione di veicoli rubati che venivano “cannibalizzati” per poi essere venduti come pezzi di ricambio.

IL BLITZ. All’interno di un capannone di via Manfredonia sono state rinvenute auto smontate o semi smontate, motori, ciclomotori, attrezzi agricoli, moto carrozzette per disabili. E poi ancora, parti meccaniche ed elettriche di altri veicoli che lasciano ragionevolmente presumere che il luogo fosse utilizzato da più tempo e per lo stesso scopo. Sono stati rinvenuti anche numerosi attrezzi per tagliare, segare e smontare i veicoli al fine di renderne non identificabile la provenienza furtiva. In più un dissuasore di segnale utilizzato per neutralizzare i segnali degli antifurti satellitari.

I DEFERIMENTI. Per questo motivo sono stati deferiti per ricettazione, all’autorità giudiziaria, il proprietario del capannone (F.M. classe 1978) e l’intestatario di un furgone presente all’interno (L.L. classe 1967 di Cerignola), sul cui cassone era presente un’autovettura Volvo rubata e già smontata.

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I FATTI. Ieri mattina agenti a bordo di una volante, ricevevano una segnalazione dalla Questura che al km 2,2 di via Manfredonia era stata segnalata la presenza di un’autovettura rubata. Giunti sul posto, gli operatori di polizia notavano una Renault Megane di colore nero allontanarsi velocemente; ne scaturiva un inseguimento per le stradine di campagna dove il fuggitivo faceva perdere le proprie tracce. L’autovettura è stata successivamente abbandonata e ritrovata in via Sprecacenere, in direzione della Statale 673.

Tornati in via Manfredonia, l’attenzione della polizia si spostava su un capannone con delle porte in ferro scorrevoli di colore blu, leggermente aperte, da cui si intravedevano altri mezzi parzialmente smontati. Insospettiti, entravano nell’immobile accertando la presenza di un’autovettura modello Renault Captur di colore panna con le cinque portiere totalmente smontate ed appoggiate contro un muro, priva di sedili, cruscotto, volante e parte del motore. Dalle targhe dell’auto, rinvenute nelle immediate vicinanze, la polizia è riuscita a risalire al proprietario che ne aveva denunciato il furto il giorno prima.

All’interno del capannone adibito ad officina si rinvenivano altri pezzi di autovettura e, ben occultata, anche una motoretta elettrica per persone disabili, il cui furto era stato compiuto a marzo. C’era anche uno scooter Honda parzialmente smontato sul quale si stanno eseguendo accertamenti, vari pezzi di autovetture, oggetti elettrici e meccanici, un motore completo modello Multijet, quattro sportelli presumibilmente appartenenti a una Fiat Grande Punto con tappezzeria completa, dei fanali di una Audi e due centraline. In più c’era un camion parcheggiato alle spalle del capannone all’interno del cui cassone vi era, però, una Volvo S80 parzialmente tagliata nella parte anteriore senza la tappezzeria, il cui furto era stato denunciato il giorno precedente.

La presenza dei più veicoli rubati, smontati del tutto o parzialmente, dei numerosi altri pezzi, della disponibilità delle numerose apparecchiature utilizzate per smontare e per tagliare hanno indotto gli operatori a ritenere che l’immobile fosse utilizzato stabilmente come luogo di stoccaggio di veicoli rubati dove venivano smontati per ricavarne pezzi da reintrodurre nel lucroso mercato dei pezzi di ricambio alternativi a quelli da acquistare nelle concessionarie o negozi autorizzati. L’immobile e il materiale venivano posti sotto sequestro.

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