Blitz in un podere di Ordona, trovate armi e reperti archeologici: arrestato 51enne

I carabinieri di Foggia e Orta Nova hanno arrestato Angelo Cordisco dopo un'accurata perquisizione compiuta in un podere di Ordona

Armi e reperti archeologici

Un arsenale tra fucili, pistole e munizioni, ma anche un tesoro costituito da reperti archeologici di ingente valore risalenti tra il VII e il IV sec. A.C. E’ quanto scoperto dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Foggia unitamente ai militari della stazione di Orta Nova, nel corso di una perquisizione effettuata in Contrada Cavallerizza, ad Ordona, presso il podere di Angelo Cordisco, classe 64, tratto in arresto per il reato di detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione, violazione in materia di ricerche archeologiche e illecito impossessamento di beni culturali. Il 51enne si trova in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Occultati all’interno di un veicolo dismesso e ben nascosti con dei teli, sono stati rinvenuti un fucile  semiautomatico calibro 12  con  canna mozza (oggetto di furto compiuto in un’abitazione di Carapelle a fine 2014; due fucili monocanna e una doppietta con matricola abrasa e relativo munizionamento costituito da circa un centinaio di cartucce di vario calibro). All’interno di una cella frigorifera dismessa, c’erano invece una pistola a tamburo Smith & Wesson calibro 357 Magnum, con relativo munizionamento, per un totale di duecento proiettili, ed altre quattro pistole a salve prive di tappo rosso. 

Oltre alle armi – che saranno inviate al RIS per accertamenti sulla provenienza e su un loro eventuale utilizzo in azioni delittuose – c’era anche una collezione di reperti archeologici di ingente valore. Avvolti in fogli di giornale e in cartoni, presumibilmente già pronti per essere spediti e venduti sul mercato nero, c’erano 65 vasi di varie forme, ceramiche, olpi, oinochoi, brocche, pendenti in avorio, ceramica e bronzo, vari monili in bronzo tra cui fibule, armille, e anelli, e 34 pesi per telaio.

Tutto materiale archeologico proveniente da scavi clandestini di diversa epoca e di interesse storico artistico. I beni, già visionati da personale della Soprintendenza Archeologica della Puglia, sono da collocare in un periodo storico dal VII al IV sec. A.C., e sono provenienti da contesti tombali della civiltà dauna. Tutto il materiale sequestrato verrà debitamente catalogato, fotografato e repertato da personale specializzato della per poi essere esposto in un museo.

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