Accertato il business di ‘Mamma Lucia’: la GdF contesta evasione di 2 milioni di euro

Associazione Mamma Lucia Ente Morale’ con sede in San Nicandro Garganico riceveva il denaro dai fedeli che visitavano la cappella-chiesetta, in cambio di oggetti e prestazioni di servizio, tutto in nero.

La cappella dell'associazione (Foto da Facebook)

Nell’ambito delle attività di monitoraggio degli enti non commerciali che utilizzano forme giuridiche associative per beneficiare del regime tributario di favore, la compagnia della Guardia di Finanza di San Severo ha concluso recentemente una verifica fiscale nei confronti della ‘Associazione Mamma Lucia Ente Morale’ con sede in San Nicandro Garganico (qualificatasi come ente morale non commerciale), contestando rilevanti violazioni alla normativa fiscale ed illeciti tributari previsti dal D.Lgs. nr. 74/2000.

Nella giornata di ieri, i finanzieri, inoltre, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia, su specifica richiesta della Procura della Repubblica, che ha interessato disponibilità finanziarie dell’ente per un totale di circa 750mila euro.

Le attività ispettive della Guardia di Finanza, iniziate sulla base di specifici elementi informativi e indizi di evasione raccolti nel corso della normale attività istituzionale, sono state indirizzate preliminarmente alla verifica della reale natura dell’Ente, ovvero il carattere commerciale o meno dello stesso, al fine di stabilire il regime fiscale ad esso applicabile.

A tale riguardo è stato riscontrato che non è una associazione religiosa in quanto non è stata mai riconosciuta dall’autorità ecclesiastica, né può essere inquadrata tra gli enti non commerciali ai fini fiscali. Ed invero, dalle verifiche effettuate, è emerso che fin dalla sua costituzione risalente al lontano 1974, ha esercitato di fatto una attività di natura commerciale avente come scopo quello di raccogliere denaro dai fedeli che quotidianamente si recano numerosi in pellegrinaggio presso la propria struttura di San Nicandro Garganico, in cambio di piccoli oggetti e prestazioni di servizio.

Presso la sede dell’associazione, i visitatori sono attratti dalla cappella-chiesetta, ma tutto intorno insistono negozi in cui vengono venduti articoli religiosi e souvenir, oltre ad alcuni accessori obbligatori per proseguire il pellegrinaggio, i servizi igienici, i vari gazebo in legno completi di tavoli e panche per la consumazione dei pasti. Contrariamente a quanto registrato in contabilità, secondo cui i pellegrini che ricevevano gli oggetti religiosi o quant’altro disponibile nella struttura donavano denaro volontariamente secondo le loro possibilità, è emerso che essi pagavano regolarmente il prezzo di vendita dei beni o dei servizi prestati dell’associazione, senza nessun scontrino o ricevuta fiscale, completamente “in nero”.

Al termine degli accertamenti di polizia tributaria, all’associazione è stata contestata, per gli anni 2009/2012, l’omessa dichiarazione dei redditi per oltre 2 milioni di euro ed un’evasione all’I.V.A. per circa 400.000 euro, così come confermato dai successivi atti dell’Agenzia delle Entrate, per cui la Procura della Repubblica di Foggia ha richiesto ed ottenuto dal GIP il sequestro di beni pari a circa 750.000 euro, a garanzia del recupero effettivo delle imposte evase.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

A conferma di questa ricostruzione, la compagnia di San Severo ha esaminato i conti bancari e postali intestati all’associazione Mamma Lucia, risalendo ai flussi dei versamenti in contanti realmente effettuati e ai saldi attivi accumulati nel tempo. Inoltre, ha utilizzato le videoriprese di inchieste giornalistiche (come quelle della trasmissione “Le Iene” di qualche anno fa) che documentavano come le “sorelle” dell’associazione ogni volta che consegnavano cartoline o oggetti ricordo a clienti-pellegrini chiedevano sistematicamente il pagamento del prezzo corrispettivo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, ordinanza di Emiliano sulle scuole: da lunedì sospese le lezioni in presenza per le ultime tre classi

  • Covid, verso il nuovo Dpcm: coprifuoco tra le 22 e 23. Rischiano la chiusura parrucchieri, estetisti, cinema e teatro

  • 423 contagiati a Foggia, Landella firma l'ordinanza: vie e piazze della movida "chiuse" dopo le 21 nel fine settimana

  • "Che ore sono?", poi scatta la violenza: in cinque aggrediscono ragazzo in centro. "Togli la mascherina quando parli con noi"

  • In serata il nuovo Dpcm Conte: stretta sulla movida e ipotesi coprifuoco. A rischio sport dilettantisti, cinema e teatro

  • Coronavirus: sfondata quota 350 contagiati in un giorno in Puglia. I nuovi positivi in Capitanata sono 89

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
FoggiaToday è in caricamento