Il Gadd al Col. Basilicata: “Continui a garantire la sicurezza del nostro territorio”

Quei posti di blocco e quel volo di elicottero hanno riacceso una piccola fiamma a cui potersi riscaldare

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Egregio signor Colonnello, a scriverLe è il gruppo de "Gli Amici della Domenica", fatto di cittadini, senza partito, che si ostinano da due anni a chiedere di poter vivere in una città “normale” che permetta ai propri figli di non fuggire da Foggia. Siamo a ringraziare Lei e, per suo tramite i Suoi uomini, che l’8 novembre hanno dato prova alla comunità che qualcosa possa essere fatta per realizzare quello che per molti sta diventando un sogno.

La nostra comunità è da troppo tempo malata di rassegnazione, una patologia che nasce dall’infiltrarsi di quel virus mortale per una comunità e che si chiama sfiducia. La mancanza di fiducia sta diventando per le nostre genti un elemento caratterizzante che porta a chiudersi nelle proprie case, attanagliati dalla paura del fuori e bloccati dall’inedia del non poter fare.

Giovedì sera il rumore dell’elicottero che sorvolava le case della città ha portato molti di noi a tirare fuori la testa dal proprio guscio, a guardare in alto e a respirare la presenza dello Stato, una presenza rassicurante per chi vuole poter vivere e far vivere i propri figli senza le paure del vandalismo e della sopraffazione. Quel rumore, aldilà dei risultati che ha prodotto in termini pratici, ha avuto il valore simbolico della colomba portatrice di speranza.

La speranza pare sia sempre l’ultima a morire e quei posti di blocco e quel volo hanno riacceso una piccola fiamma a cui potersi riscaldare. Una comunità si fonda sulla fiducia reciproca tra i propri membri e sulle regole che gli stessi si sono dati e su qualcuno preposto a farle rispettare.

A Lei, ed agli Uomini che Ella comanda, un ringraziamento e l’invito a continuare a garantire la sicurezza del nostro territorio, perché è da questo che bisogna partire per sperare nello sviluppo civico prima ed economico poi. Non vogliamo morire di inedia e non vogliamo lasciar morire la speranza che S POT FA, come diciamo noi amici della domenica e da ieri anche amici Suoi.

 

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