Biotossine nelle cozze, l’Asl di Foggia lancia l’allerta sanitaria: “Non compratele dagli abusivi”

Sono scattati due “Provvedimenti di Divieto di Raccolta e di Immissione al Consumo umano diretto di MBV” riferito agli allevamenti di cozze nere e a una zona di libera raccolta, site nel tratto di mare di Manfredonia

Immagine da internet

Il Servizio Veterinario Igiene degli Alimenti della Asl di Foggia diretto dal dott. Zaccaria Di Taranto, dopo aver evidenziato, attraverso analisi chimico-fisiche, la presenza di biotossine algali nelle cozze nere (Mytilus Galloprovincialis) ha disposto, per fronteggiare questa emergenza, due “Provvedimenti di Divieto di Raccolta e di Immissione al Consumo umano diretto di MBV” di cui il primo riferito agli allevamenti di cozze nere e l'altro ad una zona di libera raccolta, entrambe site nel tratto di mare antistante Manfredonia.

Il fenomeno ha interessato recentemente il territorio della nostra provincia. La presenza di DSP (Diarrhetic Shellfish Poisoning) risultava costante nel Nord Adriatico, mentre nelle nostre zone si sono verificate, qualche anno fa, solo delle sporadiche positività per presenza di  biotossina algale. La particolare modalità di alimentazione dei molluschi bivalvi, basata sulla filtrazione di notevoli quantità di acqua, determina un accumulo di tossine nel loro organismo  .

Nell'uomo i sintomi, che spesso sono confusi con infezioni di origine batterica o virale, compaiono in genere, da trenta minuti a 12 ore dal pranzo e si manifestano con diarrea, nausea, vomito e dolori addominali. Alcune di queste tossine sono precursori di lesioni tumorali. Nessun trattamento con alte o basse temperature è in grado di inattivare la tossina; quindi né cibo fresco, né cibo cotto, né  cibo surgelato è sicuro se non è stato precedentemente controllato.

Le tossine DSP non sono presenti nei pesci che, quindi, possono essere acquistati e consumati senza problemi. Per escludere la presenza di contaminanti chimici e microbiologici, i molluschi devono essere raccolti solo dalle zone autorizzate, in quanto queste vengono costantemente monitorate dai Servizi Veterinari dell'Asl. I due provvedimenti sono stati già notificati alle Autorità di Controllo, ai legali rappresentanti delle cooperative di pescatori operanti nelle zone interessate e ai responsabili degli stabilimenti CE riconosciuti che commercializzano molluschi bivalvi vivi a Manfredonia.

Il Servizio Veterinario del Distretto di Manfredonia è stato incaricato di predisporre l'allerta per il ritiro dei prodotti già commercializzati e  la loro successiva distruzione.  Per questo motivo è opportuno fare  acquisti solo nelle pescherie autorizzate dove i molluschi bivalvi vivi devono essere venduti con tutte le indicazioni previste dalla Legge (Marchiatura di identificazione ed etichettatura) e conservati a temperature di refrigerazione.

Si sconsiglia vivamente l'acquisto di molluschi bivalvi da venditori abusivi o occasionali per l'incertezza sulla provenienza e per le modalità di conservazione, fattori che ne pregiudicano la vitalità e quindi la sicurezza alimentare. Si sconsiglia altresì il consumo di cozze raccolte direttamente in mare da privati cittadini, in quanto anche queste non rientrano nei regolari canali di monitoraggio e dei controlli sanitari.

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