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Il colonnello Marco Aquilio

Il colonnello Marco Aquilio

Si spacciano carabinieri o avvocati, ma in realtà sono truffatori: è vera emergenza

L'ultimo caso è stato registrato ieri sera, in un paese del Basso Tavoliere, ma da gennaio ad oggi, i militari hanno contato almeno 30 truffe consumate con la stessa tecnica

L’ultimo caso è stato registrato ieri sera, in un paese del Basso Tavoliere. Vittima dell’accaduto, una anziana di 80 anni, sola in casa, cui è giunta la telefonata di un sedicente carabiniere. Una volta alzata la cornetta del telefono, quella che è andata in scena è stata la solita ‘commedia’.

Una ‘messinscena’ basata su un canovaccio ormai rodato e che vede alternarsi, in base alle circostanze, presunti carabinieri o avvocati: la telefonata annuncia un incidente stradale che vede coinvolto un parente della vittima (generalmente un figlio o un nipote) che, per il fatto, è trattenuto in caserma e bisogna pagare una cauzione di alcune migliaia di euro “per tirarlo fuori dai guai”.

I truffatori ‘battono il ferro finché è caldo’, ovvero fanno durare la messinscena il minor tempo possibile per sfruttare l’onda emotiva che una notizia di quel tipo - l’incidente stradale avvenuto ad un congiunto - può provocare in un soggetto 'debole' come può essere un anziano. Tendono a portare via tutto il denaro in loro possesso (anche se molto inferiore rispetto alla richiesta) e, a volte, a far integrare la somma con gioielli di famiglia.

I CONSIGLI DEI CARABINIERI PER NON CASCARCI

Denaro e preziosi che nel giro di pochi minuti passa a ritirare a domicilio un collaboratore del sedicente avvocato o carabiniere. Insomma, il truffatore. Nell'ultimo caso, la richiesta avanzata è stata di circa 5mila euro, ma ne sono stati ‘accettati’ 3mila. Intascato il denaro, generalmente, il truffatore saluta e va via, preoccupandosi in alcuni casi anche di rassicurare la vittima.

Una truffa ormai consumata ma che, a quanto pare, continua a mietere vittime tra gli ultraottantenni della provincia di Foggia. I militari del comando provinciale di Foggia, infatti, da gennaio ad oggi, hanno contato almeno 30 truffe consumate con la stessa tecnica, senza contare la ‘zona grigia’ dei casi tentati, dei casi sventati e non denunciati o, peggio, consumati e tenuti nascosti per vergogna o timore.

Difficile stilare un identikit del truffatore-tipo: le denunce delle vittime sono sempre molto, troppo generiche a causa dello stato di shock del momento. Generalmente si tratta di persone distinte, affabili e ben vestite. Parlano in italiano perfetto e quando viene tradita una certa inflessione dialettale è quasi sempre campana. Dunque trasfertisti che battono il territorio ad ondate. Tra i periodi più ‘fertili’ quello estivo e quello che precede le festività natalizie, quando gli anziani sono più soli e hanno una maggiore disponibilità di denaro in casa.

Per questo, i carabinieri chiedono la collaborazione di figli e nipoti. “I truffatori si appellano alla figura del carabiniere per rendersi credibili agli occhi delle vittime”, ha rimarcato il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, il colonnello Marco Aquilio. “E’ bene ricordare, qualora ce ne fosse bisogno, che i carabinieri non accettano denaro e che in casi del genere basta comporre il 112: le nostre sale operative sono state pre-allertate e preparate sull’argomento e sono pronte per intervenire tempestivamente”.

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