La Gdf foggiana tira le somme di un anno intenso: scoperte frodi, evasori, infiltrazioni mafiose, riciclaggio e corruzione

La guardia di finanza di Foggia tira le somme di un anno intenso - il 2019 - durante il quale sono stati eseguiti oltre 5.000 interventi ispettivi e 1.300 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile

La cerimonia

La guardia di finanza di Foggia tira le somme di un anno intenso, durante il quale sono stati eseguiti oltre 5mila interventi ispettivi e 1300 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale. Un bilancio effettuato nel giorno del 246° anniversario dalla fondazione del corpo.

Tra gli aspetti più importanti, emerge con decisione, quello relativo alla lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali. In particolare, evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni, illeciti doganali e traffici illeciti di prodotti petroliferi sono alcuni dei fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi sul territorio nazionale su cui si sta concentrando l’attenzione delle fiamme gialle al fine di contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali.

Un’azione che, nel corso del 2019, si è concretizzata nell’esecuzione di 1.482 interventi ispettivi e di 97 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di denunciare 119 soggetti, di cui 1 tratto in arresto, per reati riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione in materia di imposte dirette e di Iva.

Il valore dei beni sequestrati nella passata annualità per reati in materia di imposte dirette e Iva è di circa 2,5 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro finalizzato alla confisca, al vaglio delle competenti autorità giudiziarie, ammontano a oltre 37,5 milioni di euro di euro. Particolare attenzione è stata rivolta alle cosiddette frodi iva carosello: sono 11 i casi scoperti di società cartiere o fantasma utilizzate per evadere l’Iva, anche mediante indebite compensazioni.

Non meno significativo è stato l’impegno del corpo nel contrasto all’economia sommersa, come testimonia l’individuazione di 97 soggetti sconosciuti al fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente oltre 8 milioni di euro di iva. Inoltre, sono stati verbalizzati 251 datori di lavoro per aver impiegato 687 lavoratori in nero o irregolari.

Ammontano, invece, a 74 gli interventi svolti nel settore delle accise, al fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul territorio nazionale mediante servizi di prevenzione nei porti e sulle rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti, nonché attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria volte a neutralizzare l’operatività delle organizzazioni criminali, anche di carattere transnazionale, operanti nel settore.

Complessivamente, sono stati sequestrati più di 129 tonnellate (129.618 chilogrammi) di prodotti energetici, cui si aggiunge un consumato in frode di oltre 1.706 tonnellate. Nel settore del gioco illegale ed irregolare, nel 2019 sono stati eseguiti 119 controlli riscontrando 52 violazioni con la conseguente irrogazione di sanzioni per circa 180 mila euro. Inoltre, all’esito di 5 indagini di polizia giudiziaria sono stati denunciati 12 responsabili.

La guardia di finanza ha dedicato, nel corso del 2019, 10 piani operativi al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e a quelle condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni. Si tratta di un settore estremamente strategico per il Paese, ma al tempo stesso molto vulnerabile

347 sono gli interventi complessivamente svolti, nel 2019, dal comando provinciale di Foggia a tutela dei principali flussi di spesa: dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 527 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la magistratura ordinaria e 55 deleghe svolte su delega della Corte dei Conti.

Le frodi scoperte dai reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario ammontano ad oltre 7,5 milioni di euro, mentre si attestano su 1,6 milioni quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con 170 soggetti denunciati, di cui 17 tratti in arresto. Per quanto concerne gli strumenti finanziari della politica agricola comune e della politica comune della pesca, sono state scoperte, a livello provinciale, indebite percezioni e/o richieste di contributi per 4,2 milioni di euro.

Sono attività, quelle appena sintetizzate, che hanno quasi sempre una ricaduta sul versante erariale, nell’ambito del quale sono stati segnalati alla magistratura contabile danni per circa 10 milioni di euro, a carico di 41 soggetti, nonché eseguiti sequestri per 1 milione di euro. In materia di prestazioni sociali agevolate, all’indomani dell’introduzione del reddito di cittadinanza, quale misura di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, il corpo ha realizzato uno specifico dispositivo di controllo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del beneficio a scapito di coloro che ne hanno reale necessità.

Gli interventi eseguiti nella provincia dauna si sono tradotti nel 2019 nella denuncia all’autorità giudiziaria di 26 soggetti, tra cui figurano anche soggetti appartenenti ad organizzazioni criminali, intestatari di beni di lusso, evasori totali e persone dedite a traffici illeciti. Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa previdenziale e sanitaria, i reparti dipendenti dal comando provinciale di Foggia hanno eseguito 16 interventi, segnalando all’autorità giudiziaria 72 persone, di cui 4 tratte in arresto.

Le frodi scoperte hanno superato i 6 milioni di euro, con sequestri, a carico dei responsabili, di valori equivalenti e disponibilità per 1,3 milioni di euro. Con specifico riguardo al comparto della spesa previdenziale, le frodi più consistenti hanno interessato le prestazioni assistenziali (assegni sociali, indennità di disoccupazione, invalidità civile e altre), con circa 1 milione di euro di indebite percezioni.

Passando, più in generale, al settore della tutela della legalità nella Pubblica amministrazione, sono state denunciate 42 persone per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti. A fattor comune, un sicuro indice dell’incisività dell’azione investigativa del corpo a tutela della spesa pubblica, è rappresentato dal dato dei sequestri: sono stati eseguiti provvedimenti ablatori per un importo complessivo di circa 4,5 milioni di euro. Le determinazioni dell’autorità giudiziaria in accoglimento delle proposte di misure cautelari reali avanzate dai Reparti costituiscono, infatti, la concreta possibilità per lo Stato di vedere ristorati i danni causati dai fenomeni di illegalità, frode, malaffare e cattiva gestione.

La strategia generale perseguita dalla guardia di finanza mira al contrasto di ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata negli interessi finanziari, economici e imprenditoriali del Paese. Questa assume rilevanza assoluta nello scenario operativo del Corpo, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria del ‘sistema Paese’. Con questa missione si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo degli accertamenti economico patrimoniali. Nel corso del 2019 sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 107 soggetti, ed ammonta a circa 6 milioni di euro circa il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’autorità giudiziaria per il sequestro, mentre i provvedimenti di sequestro eseguiti hanno raggiunto la quota di oltre 17 milioni di euro (in relazione anche a proposte avanzate nel corso del 2018). Tali misure ablative sono relative all’esecuzione di sequestri di prevenzione, ai sensi del Codice Antimafia svolti nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziaria” ovvero coloro che, per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc..

Sono stati eseguiti 1.398 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai prefetti di Foggia e Bat, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. In materia di repressione del riciclaggio di capitali illeciti sono state sviluppate 6 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia all’autorità giudiziaria di 14 persone per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno ai 2 milioni di euro.

Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono stati operati sequestri di beni per un valore pari a oltre 5 milioni di euro, su un totale di patrimoni risultati distratti di 42,5 milioni di euro. Nel settore della tutela del mercato dei beni e dei servizi (contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul diritto d’autore) i reparti operativi del comando provinciale di Foggia hanno effettuato 234 interventi sottoponendo a sequestro 110.547 prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri.

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Importantissime inoltre le attività di controllo del territorio e contrasto ai traffici illeciti (nel corso dell’anno le fiamme gialle hanno sequestrato circa 2,5 tonnellate di marijuana e hashish, oltre 3 Kg. tra cocaina ed eroina, arrestando 40 persone).

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