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La Guardia di Finanza di Foggia tira fuori i numeri: ecco che 2015 è stato

Le attività organizzate su 3 leve principali: l'attività investigativa, l'esecuzione di 40 piani operativi per l'aggressione ai più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria e l'azione di contrasto ai grandi traffici illeciti

Il Comando Provinciale di Foggia traccia il bilancio dei risultati conseguiti, nell’anno 2015, a presidio della sicurezza economico-finanziaria nell’intera provincia. Anche per questi 12 mesi, tutelare l’economia legale e le imprese rispettose delle regole, garantendo allo Stato, all’Unione Europea, alle Regioni e agli Enti locali il regolare afflusso ed il corretto impiego delle risorse destinate al benessere della collettività e al sostenimento delle politiche di sviluppo economico e sociale, è il prioritario obiettivo che ha guidato l’azione della Guardia di Finanza.

La strategia messa in campo ha agito su 3 leve principali: l’attività investigativa, ossia lo sviluppo in tutto il territorio della provincia di 1.608 deleghe d’indagine pervenute nell’anno dalla Magistratura ordinaria e dalla Corte dei Conti, di cui 1.127 portate a conclusione; l’esecuzione di 40 piani operativi, per l’aggressione sistematica e organizzata ai più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria nel territorio dell’intera Capitanata, attraverso l’esercizio degli autonomi poteri d’intervento attribuiti al Corpo dalla legge; l’azione di contrasto ai grandi traffici illeciti, via terra o per mare e il concorso al dispositivo di ordine e sicurezza pubblica.

Per quanto attiene alla vigilanza sulla spesa pubblica, il corretto utilizzo delle risorse dello Stato o di origine comunitaria ha assunto un rilievo centrale con l’acuirsi della crisi economica. Alla Guardia di Finanza è affidato il delicato compito di assicurare un efficace dispositivo di controllo anti-frode dei flussi di spesa, del tutto speculare rispetto a quello previsto per la tutela delle entrate fiscali. Il complesso di queste attività costituisce, tra l’altro, anche un importante strumento per la lotta alla corruzione. In materia di spesa previdenziale, ad esempio, sono stati controllati contributi per . 626.486 e accertate frodi per €. 501.054. Per i reati contro la Pubblica Amministrazione, invece, sono stati eseguiti 44 interventi, denunciate 96 persone e arrestate altre 12.

Particolarmente pesante, dal punto di vista economico e sociale è la responsabilità amministrativa per danni erariali, segnalati per € 44.574.900, mentre € 1.590.875 è l’ammontare dei sequestri conservativi disposti dalla Corte dei Conti. Per quanto riguarda il contrasto alle frodi fiscali ed all’Economia Sommersa, l’attività è stata orientata al contrasto dei fenomeni evasivi più pericolosi ed è stata rivolta nei confronti di quei soggetti che presentano i più elevati profili di evasione, selezionati mediante l’analisi di rischio, l’attività di intelligence e l’azione di controllo economico del territorio. Nel quadro del contrasto all’evasione rientra anche la lotta all’economia sommersa, con il duplice obiettivo di recuperare risorse sottratte ai bilanci pubblici e di arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che, rispettando la legge, vedono le proprie prospettive di sviluppo seriamente compromesse da tale concorrenza sleale.

Nel corso dell’anno sono state 123 le indagini di polizia giudiziaria concluse nel contrasto all’evasione e alle frodi fiscali e 423 o controlli fiscali eseguiti; controlli strumentali su scontrini e ricevute fiscali sono stati effettuati in 4.521, riscontrando irregolarità nel 42% dei casi. I reati tributari scoperti sono stati numerosi e hanno portato 145 persone denunciate, di cui 11 come evasori totali. In materia di sommerso di lavoro, invece,  sono stati scoperti 321 lavoratori in nero e 63 irregolari; 172, invece, i datori di lavoro che utilizzavano manodopera irregolare. Sul fronte della lotta alle frodi in materia di accise e di altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi, l’attività del Corpo ha la duplice finalità di tutelare il gettito assicurato all’Erario e di preservare la correttezza del mercato.

A tal fine, i Reparti del Comando Provinciale di Foggia hanno assicurato il controllo dei vari segmenti della filiera commerciale, soprattutto quelli con più significativi indici di rischio. Inoltre, nell’ambito del contrasto alle frodi nella distribuzione al dettaglio dei prodotti energetici, i Reparti hanno eseguito interventi presso gli impianti di distribuzione stradale finalizzati a riscontrare l’effettivo quantitativo di carburante erogato dalle colonnine, la qualità merceologica dei prodotti immessi in consumo, il rispetto degli obblighi in tema di corretta e trasparente informazione all’utenza sui prezzi praticati.

Nel quadro della più ampia azione contro l’evasione fiscale e gli interessi economici della criminalità, questo Comando ha puntato alla ricerca ed al contrasto dei fenomeni di abusivismo e di illegalità che interessano il mercato dei giochi e delle scommesse. L’attività dei Reparti dipendenti si è sviluppata attraverso indagini di polizia giudiziaria finalizzate alla scoperta delle condotte fraudolenti più gravi e complesse nonché con l’esecuzione di controlli di natura amministrativa, svolti in forma autonoma o in maniera congiunta, nel più ampio quadro dei “piani coordinati di intervento”, eseguiti a livello nazionale in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ben 64 gli interventi eseguiti, 19  soggetti denunciati e scoperte giocate “nascoste” al fisco per € 5.259.260,

L’obiettivo di fondo è stato quello di colpire la delinquenza organizzata nel cuore dei propri interessi economici e patrimoniali, attraverso l’individuazione ed il conseguente sequestro di beni e ricchezze riconducibili a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria, nonché ai loro prestanome. Complementare a tale ambito operativo, è stata l’attività svolta a tutela del mercato dei capitali. Su questo fronte, l’azione di sevizio ha perseguito lo scopo di ricercare e reprimere tutti i fenomeni illeciti (riciclaggio, usura, trasferimento fraudolento dei valori, ecc.) in grado di inquinare i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza.

Gli interventi sono stati sviluppati attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria e l’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette. Importanti i risultati conseguiti: €. 14.545.478 come somme oggetto di riciclaggio e/o reimpiego. Nella tutela dei mercati finanziari, accertate distrazioni patrimoniali accertate per € 70.273.898, mentre nel contrasto alla criminalità organizzata sono stati sequestrati 34 beni mobili e immobili nonché quote societarie e diponibilità finanziarie per un valore complessivo di € 6.474.833; confiscati 27 beni immobili nonché quote societarie e diponibilità finanziarie per un valore complessivo di € 4.097.030.

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