Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Foggia accoglie Bibi: dalla Fondazione Palena un contratto e tre anni di vitto e alloggio per l'infermiera fuggita da Kabul

Immediata l'offerta di Rocco Magaldi, presidente pro-tempore della struttura socio-sanitaria assistenziale dauna: "L’aiuto a soggetti sfortunati nella loro patria deve essere concreto". La stessa offerta è valida per altri infermieri afghani e migranti che intendano lavorare in strutture sanitarie private

Foggia non sta a guardare. E dinanzi alla vicenda di Bibi Suhiala, infermiera afghana arrivata in Italia dopo la conquista di Kabul da parte dei talebani, apre le sue porte proponendosi di accogliere la professionista 21enne e la sua famiglia.

La storia di Bibi è stata raccontata sulle colonne di Repubblica e subito recepita da Rocco Magaldi, presidente pro-tempore della Fondazione ‘Giuseppe Palena’ Onlus, che si è fatto avanti scrivendo a 'posta e risposta' di Francesco Merlo.

Il gruppo che gestisce la struttura sanitaria privata alle porte di Foggia, ha subito deliberato l’assunzione regolare della 21enne, offrendole anche vitto e alloggio per un triennio, ed impegnandosi a inserire nel contesto lavorativo il marito. Tale offerta è valida per altri infermieri afghani, stranieri e migranti che intendano lavorare in strutture sanitarie private.

"Caro Merlo, ho letto l’articolo di lunedì 30 agosto e ho immediatamente convocato il consiglio di amministrazione della R.s.s.a. Fondazione Palena Onlus corrente di Foggia. Il CdA ha deliberato, qualora interessata, l’assunzione con regolare contratto dell’infermiera Bibi Suhiala in affiancamento nello specifico settore per poi rendersi autonoma qualora il governo italiano emani un urgente, straordinario e legittimo provvedimento di riconoscimento delle lauree conseguite dai profughi afghani e dai rifugiati politici”, scrive Magaldi.

“L’offerta è immediatamente esecutiva e la Fondazione aggiunge vitto e alloggio per un triennio alla famiglia impegnandosi ad inserire il coniuge della dottoressa Suhiala in un contesto lavorativo consono al titolo che possiede. Tale offerta è valida per altri/e infermieri/e (afghani, stranieri e migranti) che intendano lavorare in strutture sanitarie private. Si è qui ritenuto che l’aiuto a tali soggetti sfortunati nella loro patria deve essere concreto nell’interesse reciproco", conclude.

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