Casi alla 'Bibbiano' a Foggia, sospetti e segnalazioni. Chiesto un dossier sulla tutela dei minori: "Massima attenzione"

Dal 'campanello d'allarme' scattato da una notizia di cronaca alla richiesta di dati per una ricognizione storica dell'operato svolto: “Non possiamo sapere se questi casi rappresentano effettivamente delle deviazioni rispetto alla procedura corretta, ma riteniamo opportuno un approfondimento”

Una ricognizione storica sui casi di “bambini allontanati dalle famiglie” e sui meccanismi della “tutela dei minori”. E’ l’operazione che si intende fare con l’interrogazione comunale presentata dai consiglieri pentastellati Giovanni Quarato e Giuseppe Fatigato con una doppia finalità: indagare lo stato dell’arte per individuarne gap o cortocircuiti, e adottare strumenti idonei a risolvere le problematiche eventualmente riscontrate.

Il ‘campanello d’allarme’ è scattato in seguito alla pubblicazione, su testate locali, di notizie relative a casi di cronaca che hanno "alimentato dubbi circa il sistema di tutela minorile del Comune di Foggia"; in particolare la vicenda dell'allontanamento familiare di una ragazza secondo un “sistema Bibbiano” (il riferimento è al presunto scandalo emiliano), come denunciato pubblicamente dal padre, alcuni mesi fa, su FoggiaToday.

Ci sono pervenute segnalazioni di casi che potrebbero aver avuto un iter non del tutto lineare”, spiega a FoggiaToday il primo firmatario dell'interrogazione, Giovanni Quarato. “Noi non possiamo sapere se questi casi rappresentano effettivamente delle deviazioni rispetto alla procedura corretta, ma - stante la delicatezza del tema - riteniamo opportuno fare un approfondimento”. Da qui la richiesta, inoltrata all’assessorato alle Politiche Sociali, di dati specifici e tecnici, relativi agli ultimi 5 anni, per creare un vero e proprio dossier sulla gestione delle emergenze e della tutela dei minori.

Quello che i consiglieri chiedono è un vero e proprio report, dettagliatissimo nelle richieste e orientato a individuare gli eventuali anelli deboli o mancanti della catena. Non solo, quindi, informazioni quantitative - quanti sono stati i bambini allontanati coattivamente dalla famiglia dal 2015 al 2020, suddivisi per fasce di età; quanti casi per anno sono stati affidati ad ogni singolo professionista; quanti sono stati affidati a case famiglia; quanti fanno uso di psicofarmaci; quanti seguono un percorso psicologico - ma anche qualitative, orientate cioè a comprendere la natura del problema e la risposta fornita.

Ovvero, quali sono state le motivazioni dell’allontanamento dalla famiglia; quali sono gli enti privati (comprese le cooperative sociali) che si occupano di minori nel comune di Foggia; come e da chi sono stati assegnati gli appalti e le convenzioni per tutti gli enti privati; quali verifiche vengono svolte nelle procedure di assegnazioni di appalti e convenzioni; gli elenchi dei soci di tali realtà e i rispettivi bilanci; quali sono i nomi e gli importi versati a tutti i professionisti privati che si occupano di minori nel comune di Foggia per ciascun anno dal 2015 al 2020.

“Il nostro obiettivo - puntualizza ancora Quarato - è capire come l’amministrazione comunale segue questo tipo di questioni, analizzare i dati, capire se c’è qualcosa che non va e come intervenire. L’idea è quella di attivare una sorta di 'Commissione di Sorveglianza', anche permanente, a prescindere dalle risultanze, per garantire la massima attenzione. Dobbiamo sollecitare una presa di coscienza su queste tematiche che sono sempre più sentite: basti pensare - cita a mo’ di esempio - che in Consiglio comunale era stata approvata la mozione per il registro della bigenitorialità, che però ancora non vede la luce perché manca il regolamento”.

L’idea di base, quindi, è quella di fare “un cerchio ad ulteriore protezione dei minori, motivo per il quale vorremmo introdurre, tra le ipotesi da mettere in campo, la figura del Garante del Minore”.

Oltre al caso citato, i due consiglieri hanno ricevuto segnalazioni di altre situazioni critiche, “che però stiamo valutando anche attraverso gli organi di polizia. Quello che mi è sembrato di capire, ad esempio, è che non c’è un grande coordinamento tra le forze chiamate in causa sullo stesso fronte. E questo mi sembra già un aspetto importante sul quale lavorare”, conclude Quarato che, per il momento, incassa “assicurazione circa l’adempimento della richiesta”, da parte dell’assessora al ramo, Raffaella Vacca; ma i “tempi per il riscontro non potranno essere immediati, sia per la mole dei dati richiesti, sia perché è necessario accedere ad atti in archivi non correnti”.

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Quarato e Fatigato, dal canto loro, non molleranno la presa: “E’ opportuno che l’attenzione su questa vicende non venga mai meno”.

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